Il dovere della memoria

Una città aperta, una città amica. Sono certo che alcuni, per riservatezza, per amore del luogo, manifesteranno qualche perplessità anche reprimendo la critica sulle scelte del sindaco di Sutri in merito alle titolazioni delle strade e anche alle più rare cittadinanze onorarie. Voglio quindi premettere che il mio obiettivo è non solo di ricordare ai giovani il merito di uomini, poeti, scrittori, filosofi, politici di cui rischiano di dimenticare i nomi sussurrati negli anni della scuola (e oggi invece incisi nel marmo come vuole il Foscolo dei Sepolcri) ma garantire attraverso i vivi illustri e noti che Sutri è un luogo importante del mondo presente nella memoria, come le città più conosciute e i luoghi della storia, che non possono essere confusi con piccoli paesi o borghi. Il nome di Sutri deve correre sulle bocche di molti, di tutti, attraverso testimoni che ne parlino in Italia e nel mondo.

Benché ne siano noti i meriti, qualcuno potrebbe obiettare che è sufficiente aver dedicato una strada all'industriale e filantropo Gianmarco Moratti; perché dunque la cittadinanza alla moglie? Perché, oltre all'impegno pubblico che l'ha portata ad essere sempre con grande rigore presidente della Rai, ministro dell'Istruzione e sindaco di Milano, la prima città italiana, ha continuato con determinazione, convinzione e amore l'impresa filantropica del marito attraverso il sostegno stabile e determinante a San Patrignano e all'impresa di rieducazione di giovani disagiati.

Commenti
Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Sab, 13/10/2018 - 17:02

Onefirsttwo dice : Mr. Sgarbi ha ragione(come sempre)! STOP E che ci vuole ? STOP Sutri! STOP Yeeeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh .

maricap

Sab, 13/10/2018 - 18:36

Vittorio, sei un grande!

STREGHETTA

Sab, 13/10/2018 - 19:29

Vox clamans in deserto- Ottime idee e validi e nobili intenti. Peccato che i giovani, salvo rare eccezioni, non si interessino minimamente di persone e cose loro contemporanee, figurarsi dunque se staranno mai a chiedersi chi fosse la persona cui viene intitolata una strada. Purtroppo serve ben altra educazione che non fornire esempi non "letti " tramite i nomi delle vie. Ci sarebbe da rifondare la scuola e l'educazione in genere. Da riproporre la cultura.