Sgominata l'intera banda del campo nomadi

Mentre la Polizia li arresta, i politici chiedono una via preferenziale per i rom di via Idro.

Gli uomini in divisa ieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Milano Laura Anna Marchiondelli nei confronti di una banda di cinque nomadi a vario titolo indagati di rapina aggravata, porto abusivo di armi da sparo, lesioni personali, nonché furto aggravato, ricettazione e riciclaggio di auto. L'ultimo atto che chiude la storia di un gang di violenti composta da 9 persone, 8 rom e un italiano.

La sera prima, il Consiglio di zona 2 aveva approvato un documento per chiedere un accesso preferenziale alle case popolari per gli abitanti di via Idro come racconta Samuele Piscina, capogruppo della Lega: «Successivamente alle dichiarazioni dell'assessore Granelli sul prossimo smantellamento del campo di via Idro, attendevamo con ansia la sentenza della maggioranza in Consiglio di Zona 2 che sempre è intervenuta a difendere i Rom e, prontamente, i compagni si sono rivelati solleciti a soccorrerli ancora una volta: è infatti stato presentato un documento, con relativo emendamento da Sel e Sinistra per Pisapia, votato dall'intera maggioranza, per chiedere l'accesso prioritario dei Rom nelle abitazioni del privato sociale».

Sembra dunque che la politica sia incappata in un gaffe coincidente con la chiusura di 10 mesi di indagini della squadra mobile di Milano nei confronti del gruppo di rapinatori composto da nomadi di etnia sinti, che vivevano nei campi di via Idro e via Chiesa Rossa, con l'esclusione di un italiano, Matteo Lombardo, con precedenti per spaccio e furto, che avrebbe partecipato a uno dei colpi. Durante l'indagine, il 29 settembre 2014, sei membri del gruppo, armati di fucile e pistole, erano stati arrestati in flagranza proprio nei pressi del campo nomadi di via Idro, dopo aver commesso due rapine a mano armata a esercizi commerciali.

Le rapine contestate, due a negozi e una a un automobilista, erano caratterizzate da un'estrema violenza nei confronti sia degli esercenti sia degli avventori, con minacce, percosse e perfino colpi d'arma da fuoco.

Con quest'ultima ordinanza la mobile ha chiuso il cerchio sugli assalti dei 9 che si presentavano con fucili a canne mozze spianati o rubavano auto in stazioni di servizio.

Il 29 settembre erano stati arrestati sei nomadi tutti giovanissimi. Il più giovane, M.D., residente al campo di via Chiesarossa, ha 16 anni e il più anziano, Pierino Levacovich residente in via Quarti, ne aveva 25. In carcere erano finiti anche Michele Braidic, 19 anni, l'unico residente al campo di via Idro; Branco Dylan Deragna, 19, via Chiesarossa; Marco Jevtic, 18, via Quarti; Jeson Lossetto, 19, con due indirizzi tra via del Tamigi e via della Senna a Bruzzano. Ora le ordinanze hanno colpito anche altri tre loro comapgni: Manolo Hudorovic, 24 anni; Erua Hudorovic detto Diego, 20; Matteo Lombardo, 33.

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Ritratto di centocinque

centocinque

Gio, 16/07/2015 - 08:47

Rom, nomadi di etnia Sonti: 5 parole invece di una: Zingari