Si barrica in casa: il marito entra e uccide lei e il figlio

Esplosi otto colpi: una vera e propria esecuzione. Su Facebook aveva scritto: "Non per vantarmi, ma anche oggi non ho ucciso nessuno"

Più colpi sparati, forse otto in tutto, che hanno centrato più volte la moglie Paula e il figlio di cinque anni Christian, trovati a terra vicino all’ingresso di casa. È stata una vera e propria esecuzione quella messa in atto, sicuramente in un raptus di follia, da Daniele Antonioni, che ha riservato per sé l’ultimo colpo, uno solo, alla testa.

Paula Corduneanu aveva chiamato poco prima il 112 dicendo che l’ex la stava raggiungendo a casa e che lei aveva paura. Daniele Antognoni, che in questo periodo era ospite di alcuni parenti, l’aveva chiamata al telefono poco dopo le 11 per dirle che voleva parlare con lei e che stava andando nella casa di via Urbino in cui la coppia aveva abitato insieme. Antognoni probabilmente ha convinto la moglie, da cui si stava separando, ad aprigli la porta, ha fatto fuoco e poi ha rivolto l’arma contro se stesso, cadendo all'indietro con il viso accanto alla donna. Non si sa ancora che cosa abbia fatto scattare nella donna un campanello d’allarme, e se Antognoni l’abbia minacciata. Sta di fatto che Paula ha chiamato il 112 e i carabinieri di Osimo sono subito andati a Marcelli. Erano le 11:30 e la tragedia si era già consumata.

"Il bambino è l’unica cosa che mi è rimasta. I figli sono l’unica cosa che conta, il resto è solo qualcosa che non sai se rimarrà o no. Loro invece rimarranno per sempre". Daniele Antognoni lo scriveva su Facebook qualche giorno fa. Era il 24 novembre. L’uomo ha sparato con una Beretta cal. 9x21, regolarmente detenuta come altre armi che usava per il tiro a segno. Il corpo della donna è stato trovato accanto all’ingresso, quello del bimbo poco dietro di lei e vicino il cadavere di Antognoni. I tre corpi in pratica si toccavano. Da quel che salta agli occhi con evidenza dal suo profilo Facebook, l'assassino era un appassionato di armi. Tanto che aveva conseguito un certificato di idoneità al maneggio delle armi da parte dell’Unione Italiana Tiro a segno. Inquietanti alcuni post. "Non per vantarmi - si legge - ma anche oggi non ho ucciso nessuno". Come il commento alla foto di una pistola scattata in un'armeria: "Pistola, non so quando ma sei mia"Sempre su Facebook, il primo gennaio scorso, Antognoni scriveva: "Io il regalo più bello ce l’ho da otto anni e mezzo, anche perchè mi ha regalato mio figlio, la cosa più importante della mia vita, con rispetto per gli altri".

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Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 09/12/2014 - 19:19

ci risiamo con la demonizzazione delle armi. il problema non è l'arma in se ma di chi le impugna! al momento di fare la separazione, le armi andrebbero poste sotto sequestro fino alla completa separazione, poi eventualmente riconsegnarle...

gio 42

Mar, 09/12/2014 - 19:27

Buonasera io avrei tante cose da dire ma ho tanta amarezza per questi nostri figli, a cui è toccato di vivere in una società dove non esiste più alcun valore ne rispetto, (e questo si badi bene non nasce da solo o per caso) nemmeno verso le creature che abbiamo messo al mondo. E si badi bene non è una critica o un giudizio verso questo povero ragazzo che potrebbe essere mio figlio. Ma una costatazione di dove siamo arrivati con tutti i condizionamenti di questa società, che vanno poi a turbare le menti e gli animi dei più deboli o sensibili, e sono proprio loro i più indifesi con chi gli sta incolpevolmente vicino a pagare le conseguenze più tragiche. Una preghiera vada comunque a questi tre poveri ragazzi specialmente al piccolino. Saluti

vince50

Mar, 09/12/2014 - 20:35

La foto parla da se,uno che si fa fotografare con la mimetica e la pistola non è normale.Detto da che le armi le possiede,ma proverei profonda vergogna a esibirle come questo sciagurato.

vigpi

Mer, 10/12/2014 - 07:40

Per il giornalista: ma scrivere dove? e quando ?