La Siae cancella la movida: lo "sciopero" della musica contro l'ennesima stangata

Negozi, bar e locali si preparano allo sciopero della musica. Ogni struttura sborsa in media 460 euro l'anno. Senza convenzione si paga il 20% in più

La Siae è alle stelle e negozi, bar e locali si preparano allo sciopero della musica. “Ascoltare e far ascoltare musica - spiega Il presidente della Confcommercio del litorale romano, Luca Capobianco - è diventato un lusso che pochi esercenti ormai possono permettersi. Per un solo impianto stereo bisogna pagare ben tre tasse”. Facendo due conti, per una media struttura di vendita (circa 400 metri quadri) si parla di 460 euro l'anno, in presenza di una convenzione; in caso contrario bisogna pagare un 20% in più. In aggiunta ai diritti già corrisposti alla SIAE a favore di autori ed editori, da quest'anno bisogna poi provvedere anche al pagamento dei diritti al consorzio dei fonografici, a favore delle case discografiche: altri 212 euro. Infine, c'è il canone RAI: 208 euro l'anno. In totale, fanno quasi 900 euro per tenere la radio accesa e intrattenere i clienti nelle proprie attività commerciali. “L’anno scorso – spiega Capobianco – nel litorale romano c’erano molti locali all’interno degli stabilimenti balneari, circa 22, quest’anno hanno aperto solo in 4. E’ vero che c’è un momento di crisi ma è anche vero che tutte queste tasse nascoste dietro le attività commerciali sono deleterie. Questo significa che solo nel litorale romano si parla di circa 1200 persone che quest’estate non hanno trovato un posto di lavoro”. “E' arrivato il momento di smetterla di battere cassa con tariffe stabilite in modo arbitrario e unilaterale – ha concluso Capobianco - abbiamo in mente una soluzione immediata e di sicura efficacia: forse se ogni negozio, locale, bar si decidesse a spegnere la radio, a quel punto autori, major ed emittenti radiofoniche si renderebbero conto di come la musica in sottofondo altro non è che una forma di pubblicità per le loro opere”.

Come funziona la diffusione in pubblico di musica registrata

Si devono avere due licenze: Siae e SCF. Si tratta di due istituzioni diverse, che gestiscono distinti diritti relativamente a prodotti culturali diversi. Siae gestisce e tutela i diritti relativi alla composizione musicale (musica e/o testo), sia nel caso venga eseguita dal vivo, sia nel caso venga riprodotta su disco. Tali diritti sono da corrispondere all'autore della composizione e all'editore del brano. SCF, invece, gestisce e tutela i diritti relativi alla registrazione discografica (cioè all'incisione su supporto dell'opera musicale). Tali diritti sono da corrispondere al produttore della registrazione e all'artista che ha prestato la propria interpretazione all'incisione. La registrazione discografica non va mai confusa con la composizione musicale anche se entrambe sono protette dalla medesima legge sul diritto d’autore tant’è che per alcune categorie la stessa Siae riscuote il contributo SCF per accordi interni. Le tariffe Siae e SCF sono nazionali e le prime due variano solo a seconda delle fasce in cui è stato diviso ogni comune, a seconda del tipo di filodiffusione (dall’impianto stereofonico), del tipo di attività esercitata, dalla capienza del locale, dell’area demaniale, privata o pubblica. Infine c’è il canone Rai anch’esso con tariffe nazionali.

Perché la movida estiva ne risente così tanto

Un locale sulla spiaggia, quindi su demanio, è penalizzato rispetto a una discoteca in città in quanto la serata viene considerata sempre una manifestazione e si pagano a serata circa 250€ oltre che, per ogni biglietto, il 16% che va per intrattenimento danzante, 5% di diritti di autore, 21% iva su primo biglietto comprensivo di consumazione e il 10% dal secondo biglietto in poi per le successive consumazioni (gli incassi dei biglietti devono essere riportati sui corrispettivi non al netto delle % di tasse sopra citate formando in questo modo reddito che viene ritassato). Persino gli incontri di beach volley o altri sport su spiaggia, che prevedono aggregazione di persone, è soggetta ad una tassa siae anche se non viene effettivamente diffusa musica.

Commenti

il veniero

Mer, 10/07/2013 - 18:27

SIAE uno dei + sordidi carrozzoni clientelari/parentelari italiani . Quasi inutile e di ostacolo a chiunque faccia spettacolo o diffonda musica con tariffe al limite del furto . Ignora il mercato e fa perdere milioni allo stato con la sua estrema burocrazia e costi demenziali ,unici al mondo, x chi vuole usare filodiffusione in pubblico . Lo stato che non funziona .

Ilgenerale

Mer, 10/07/2013 - 18:35

Io vivo in Polonia, mi occupo di ristorazione, quindi devo pagare anche io questa tassa. La differena e' che qui ce ne sono molti di enti che riscuotono questo tributo, quindi si crea concorrenza e i prezzi precipitano, morale pago 25 euretti per ristorante ogni anno! Statemi bene italioti!!!

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genovasempre

Mer, 10/07/2013 - 19:33

I compagni devo dire sono coerenti come i cretini, lo avevano premesso, pagherete tutto, pagherete caro

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_alb_

Mer, 10/07/2013 - 20:48

Un'altra delle tante mafie legalizzate italiane...

pancito

Mer, 10/07/2013 - 21:35

FATE SUONARE GLI ZINGARI VISTO CHE LO FANNO SULLA METROPOLITANA,VOGLIO VEDERE SE GLI CHIEDONO L'ISCRIZIONE ALLA SIAE.

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andrea78andrea

Gio, 11/07/2013 - 01:22

Hahahaha io che scarito tutto gratis, musica, film, giochi, programmi, e sistemi operativi, tutto orgogliosamente piratato e ben funzionante, CIAO CIAO amici della SIAE andatevene a fare in paparapaprapap.

Roberto Casnati

Gio, 11/07/2013 - 06:30

La SIAE, società italiana autori ed editori, una delle tante associazioni a delinquere che affollano il nostro paese, come l'ACI, automobil club italia, o la navigazione dei laghi, od il Touring club, come tutte quelle organizzazioni piene zeppe d'incapaci totali, illicenziabili, messi lì, di volta in volta, da questo o da quel ministro, da quel o da questo sottosegretario. La Siae dovrebbe incassare i diritti d'autore per conto degli autori, appunto, e proteggere anche legalmente gli autori medesimi. In realtà la SIAE incassa e basta, se hai bisogno di protezione legale è meglio, molto meglio, che t'arrangi, ti costerà molto meno e, forse, qualche risultato lo ottieni. La SIAE è solo uno dei tanti enti che hanno ucciso questo paese, uno dei tanti enti parassiti della società. La SIAE non ha mai, dico MAI, prodotto nulla, la SIAE non protegge proprio nessuno se non le proprie poltrone ben retribuite, la SIAE è un incentivo all'evasione fiscale, alla pirateria artistica. Autori non iscrivetevi alla SIAE!

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genovasempre

Gio, 11/07/2013 - 19:30

E NOI PAGHIAMO, MENTRE luglio 11, 2013 L’Italia regala 60 milioni di euro per interventi in Africa e in Asia