La Sicilia batta un colpo

Immaginiamo un'ideale interrogazione parlamentare, ora che io sono fuori del governo siciliano, al presidente della Regione Nello Musumeci, uomo probo e amante della Sicilia. Un uomo vicino a lui, l'ex assessore Fabio Granata, andando «oltre», ha sostenuto e fatto vincere un sindaco di centrosinistra, determinando una scissione, com'era inevitabile. Destino vuole che il mio successore all'assessorato ai Beni culturali della Regione siciliana sia l'ottimo Sebastiano Tusa, grande archeologo, fedelissimo di Granata. Questo, nell'evidente imbarazzo di una situazione pirandelliana, spiegherebbe il suo silenzio e anche quello del suo direttore generale Sergio Alessandro (vicino a Miccichè e alla già ministra Stefania Prestigiacomo, nemici di Granata), rispetto allo scandalo di un edificio sicuramente abusivo e impertinente davanti al castello Maniace in Ortigia, fortemente voluto dall'attuale sindaco, e già sotto l'attenzione della magistratura. Di questa babele di un centrodestra al governo la città di Siracusa patisce, il rispetto della legge è eluso; ma Musumeci, arbitro giusto, non può tacere. A lui chiedo, e lui interrogo, per sapere quale posizione assuma la Regione rispetto a un bene demaniale, oltre che sfregiato, affidato in concessione a un privato per dodici anni, creando una servitù alle pubbliche amministrazioni che avrebbero ceduto l'area dello scandalo per una cifra irrisoria. Nello, il silenzio è d'oro (per gli altri): batti un colpo!

Commenti
Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Mer, 11/07/2018 - 18:21

Sono perplesso caro Dott. Sgarbi; mi sembra che il Presidente Musumeci debba farsi più presente. Forza Italia. Shalòm.

Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Mer, 11/07/2018 - 23:08

La Sicilia non c'è : e andata via .... . Yeeeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh .

asalvadore@gmail.com

Gio, 12/07/2018 - 18:56

La Sicilia é una causa perduta, va strigliata e messa a vivere della sua produzione senza aiuti del governo centrale, In Sicilia si ebbe uno stao feudale fino a che gli inglesi che occupavano l'isola obbligarono il Borbone rifugiato a Palermo ad abolire il feudalesimo ed a creare una demicrazia monarchica di stile inglese. Siamo all'inizio delottocento e per la prima volta si crea la propietá privata in base a agli accordi di una piccola borghesia e le bande armate dei latifondisti ormai senza lavoro fisso. La storia di questa Sicilia negli anni successivi fu quella di una rissa di ineressi contraposti che paralizzó l'isola al punto che l¡ultimo intendente borbonico la divise in tre parti assegnando l'ordine pibblico a tre bande di malviventi. La Sicilia delm GATTOPARDO non é mai esistita, quella vera dei VICERE é ancora la vera-

sparviero51

Gio, 12/07/2018 - 18:57

TRA UN PO CI SARÀ UN REFERENDUM PER ESSERE ANNESSI ALLA LIBIA . VITTORIO,MA DI COSA STIAMO PARLANDO ? LA SICILIA ,ORMAI ,È PERSA !!!

Ritratto di Caprimulgo

Caprimulgo

Ven, 13/07/2018 - 11:38

Bisognerebbe fare come Trump: un muro, da Roma (compresa) in giù.