Sigaretta elettronica, sospesa la maxi-imposta

Emanata la sospensiva per il provvedimento che fissava al 58.5% la tassazione sul fumo elettronico

Il Tar del Lazio ha sospeso, almeno provvisoriamente, il decreto che istituiva un'imposta del 58,5% sulle sigarette elettroniche e sui prodotti correlati. A comunicarlo è l'Anafe-Confindustria (Associazione Nazionale Fumo Elettronico), le cui aziende avevano presentato ricorso contro il provvedimento.

Il presidente Massimiliano Mancini ha commentato con soddisfazione: "questa prima valutazione espressa dal Tar del Lazio da finalmente ragione alle nostre istanze, riconoscendo di fatto l'assurdità dell'imposizione fiscale e del regime di autorizzazione per le sigarette elettroniche che dal 1 gennaio scorso aveva bloccato il mercato. Ci auguriamo che questo primo passo sia l'inizio di un nuovo percorso che possa consolidare il dialogo con le istituzioni." Le aziende aderenti ad Anafe-Confindustria avevano avviato nelle scorse settimane la messa in mobilità di oltre 900 impiegati del settore, denunciando il pericolo che correvano gli oltre 5000 lavoratori di tutto il comparto e il rischio chiusura dei 3500 esercizi commerciali di tutta Italia.

Quando a dicembre era stata resa nota la nuova, altissima, tassazione, deputati di Sel, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Partito democratico avevano presentato alla Camera un emendamento che denunciava il provvedimento come "illogico, repressivo e depressivo nei confronti di un settore nato da poco". Ora la decisione del Tribunale amministativo regionale ha dato una risposta alle proteste.

Commenti
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Giuseppe.EFC

Mar, 21/01/2014 - 19:35

Non fumo: sono un debole, incapace di smettere, quindi non ho mai neppure cominciato. Nessun conflitto di interessi, quindi. E tuttavia, la vicenda delle sigarette elettroniche mi ha sempre lasciato perplesso: sulla base di quale motivazioni si voleva vietarle? I danni del tabagismo sono ormai documentati. Ma ci sono voluti anni e anni di studi per appurarli. Sulle sigarette elettroniche l'impressione è stata che un governo affamato di soldi abbia tassato solo perché serviva tassare. Come non fumatore, potrei tranquillamente infischiarmene. E tuttavia, per citare Brecht (spero non a sproposito) questa volta tocca a loro, la prossima potrebbe toccare a me. Se cominceranno a tassare la cioccolata (che fa ingrassare) oppure i salatini (che aumentano la pressione arteriosa), ci sarà rimasto qualcuno per opporsi?

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sances2

Mar, 21/01/2014 - 20:07

Norme e sentenze che si alternano annullandosi a vicenda: un caos che porta al collasso un settore ed è prova dell'impossibilità per imprenditori vogliosi di investire in Italia.

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Dragon_Lord

Mar, 21/01/2014 - 21:57

Italia terra di pazzi furiosi e babbei rassegnati, alla larga !!

cgf

Gio, 23/01/2014 - 22:40

"c'hanno provato!!" anche sulla birra esiste una tassazione al 50% e nessun che fiati....