Sigarette elettroniche, sigilli dei Nas su 800 mila componenti irregolarii

Il bilancio di cinque mesi di attività: materiale irregolare per 5 milioni, denunciati 114 esercenti

Una ragazza fuma una sigaretta elettronica in un locale pubblico

Nei primi cinque mesi del 2013 i Nas hanno effettuato circa 800mila sequestri di materiale irregolare per le sigarette elettroniche. Un bottino dal valore di oltre 5 milioni di euro. In tutto sono state denunciate 114 persone. Secondo i dati di cui l’Ansa è in possesso, sono stati sequestrati 11mila kit, 90mila ricariche senza nicotina e 692mila flaconi con nicotina.

I controlli dei carabinieri della Salute sono stati effettuati in tutta Italia tra gennaio e maggio. Le violazioni, per le quali sono state denunciate 83 persone all’autorità giudiziaria e 31 a quella amministrativa, vanno dalla totale assenza di etichettatura, a mancanze nella etichettatura stessa (dalla marcatura Ce agli avvisi di prudenza e frasi di rischio), alla violazione dell’ordinanza di aprile del ministero della Salute che ha elevato a diciotto anni il divieto di vendita anche per le sigarette elettroniche.

Commenti

redy_t

Ven, 07/06/2013 - 16:16

La guerra è iniziata. 200 milioni di euro in meno all'anno per la mancata vendita delle sigarette normali, hanno suggerito allo Stato di passare all'azione. Infatti è difficile tassare le esig. Perciò la soluzione è sequestrarle. Vabbè, vedremo.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Ven, 07/06/2013 - 16:59

Ma allora se le sigarette normali non vengono sequestrate significa che fanno bene alla salute.Fumate fumate che fa bene alla salute il nostro STATO Italiano ve le consiglia caldamente.

macchiapam

Ven, 07/06/2013 - 17:39

Facilmente prevedibile: poichè tarda un provvedimento fiscal-punitivo a carico delle sigarette elettroniche, si organizza una campagna superfiscale, sulla base di norme generiche e spesso inventate, per contenere il fenomeno. Non, beninteso, per tutelare la salute dei cittadini; ma solo per garantire all'erario le entrate relativa alla vendita dei tabacchi (che per altro vengono condannati, a parole, ad ogni momento).