Soldi ai migranti, Cantone chiama Procura e Corte dei Conti

L'Anac conclude l'inchiesta sull'accoglienza in Campania e invia gli atti alla magistratura ordinaria e contabile su sospette irregolarità nell'erogazione delle diarie ai migranti

L’Anac inguaia il sistema dell’accoglienza dei migranti in Campania, già scosso dalle inchieste sui presunti sperperi avviata nel 2015. L’Autorità nazionale anticorruzione ha inviato un dossier di quattordici pagine alla Procura di Napoli e alla Corte dei Conti. Nel mirino di Cantone ci sarebbero delle irregolarità sospette sull’erogazione delle diarie del pocket money agli immigrati.

Gli atti arrivano contemporaneamente alla chiusura dell’inchiesta dell’Anac. Procura da un lato e Corte dei Conti dall’altro saranno chiamate, sulla base degli accertamenti compiuti insieme agli uomini della Guardia di Finanza, a verificare se i fatti contestati assumano il profilo di reati e se si configuri l’ipotesi di una cattiva gestione dei fondi pubblici sul caso.

Al centro dell'inchiesta Anac c’è la questione del pocket money, ossia delle somme giornaliere corrisposte ai migranti sotto forma di bonus da utilizzare liberamente per le esigenze personali. Infatti, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, sono stati sollevati forti dubbi sulla gestione di questi fondi nel periodo che va dall’aprile del 2011 al dicembre del 2012. Mancherebbero numerose ricevute e, nel caso di una delle Onlus a cui era stata affidata l’erogazione dei soldi per le spese minute ai migranti. Non si sarebbero trovate nemmeno le attestazioni dell’effettiva presenza dei beneficiari del pocket money nelle strutture gestite. Una babele insomma, su cui adesso dovranno fare chiarezza anche i magistrati contabili della Corte dei Conti a cui spetterà il compito di verificare se i fondi siano stati utilizzati (e soprattutto erogati) in maniera corretta o meno.

Sui fatti, c'era già un'inchiesta della Procura di Napoli che ha portato al processo in cui risultano imputate quattro persone e che è partito nella scorsa primavera. Un'indagine che fece scalpore e in cui emerse che due dei responsabili dell'Onlus coinvolta si sarebbero appropriati dei fondi per acquistare terreni e persino i biglietti della partita di Champions del Napoli contro il Chelsea.