"Sono un bambino sporco", genitori adottivi condannati per maltrattamenti

Condannati a Torino i genitori adottivi di un bambino: lo avevano costretto a camminare con un cartello in cui c'era scritto "sono un bambino sporco"

È stata condannata dal tribunale di Torino a un anno e 8 mesi di reclusione e a una provvisionale di 20mila euro una coppia di genitori accusata di maltrattamenti nei confronti del figlio adottivo.

Il giovane, ora 17enne, vive in comunità a seguito di un provvedimento del tribunale per i minorenni. Nato a Donetsk, in Ucraina, fu affidato alla famiglia adottiva quando aveva 9 anni. Il piccolo è stato costretto dai genitori a portare al collo un cartello con su scritto "sono un bambino sporco".

"Non si è trattato di un singolo episodio, di un singolo insulto, di una doccia fredda e delle mutande infilate in bocca per punirlo della pipì a letto. Ma di maltrattamenti continui - aveva detto nel corso del processo il pm Pelosi - . Avrebbero dovuto prendersi cura di lui e invece gli hanno fatto del male come mai nessuno in vita sua. Lo hanno distrutto".

La difesa, invece, non condivide la santenza: "Questa è una storia di un fallimento adottivo, non di violenze in famiglia. Leggerò le motivazioni", ha spiegato.




Commenti

chebarba

Ven, 07/04/2017 - 10:41

non capisco la difesa.... un figlio adottivo è un figlio a tutti gli effetti perciò è violenza in famiglia (quindi aggravata) oltre che per motivi abbietti e futili, in ogni caso la violenza resta violenza, e ocorre anche a favore della gente davvero generosa smascherare chi si propone per l'affido e l'adozione per motivi propri e spesso abietti e non per essere genitore amorevole di bimbi che hanno già sofferto troppo nel distacco dai genitori, specie la madre, naturali che sono pur sempre il contatto fisico e gestazionale della vita del neonato e del bambino