"Sono vittima dello sciacallaggio delle banche"

La signora Silvana Carrara racconta la sua drammatica storia del suo imminente sfratto: "Sono vittima dello sciacallaggio delle banche"

“Tutta la nostra disavventura comincia nel 2012 quando mio marito si ammala e non riusciamo più a pagare le rate del mutuo ipotecario aperto sette anni prima”. La signora Silvana Carrara racconta a ilGiornale.it la sua drammatica storia del suo imminente sfratto. “Nel 2005 io e mio marito, per risollevarci, decidiamo di chiedere alla banca un mutuo ipotecario di 129mila euro per aprire un'attività di ristoro che, però,- spiega la signora Carrara - non riusciamo a far decollare e l'incidente che colpisce mio marito lo rende invalido. Dal 2012 inizia il nostro calvario e, pur avendo pagato fino a quel momento ben 80mila euro, la banca non ci dà tregua”.

Pagare le rate del mutuo è quasi impossibile e così la signora Carrara decide di mettere in vendita la sua prima e unica casa di via Monte Albino, nel quartiere Appia. La signora si affida a un'agenzia immobiliare privata ma le prime 4 trattative non vanno a buon fine. Nel frattempo la banca procede al pignoramento dell'immobile ma la Carrara, per tutta una serie di ragioni, viene a conoscenza di questo fatto solo attraverso un annuncio di giornale. Poi finalmente, attraverso l'agenzia immobiliare, si fa viva una coppia che offre circa 150 mila euro, salvo, poi, decidere di acquistare la casa all'asta a 90mila euro. I due ragazzi, infatti, dopo aver visitato per ben due volte la casa e, dopo essersi fatti dare tutta la documentazione necessaria, sono improvvisamente spariti, salvo ricomparire magicamente alla prima asta. “

Siamo di fronte al classico episodio di “sciacallaggio sociale della vendita all’asta degli immobili perché il consulente dell'ufficio tecnico mandato dal tribunale assegna alla casa un valore di 140mila euro quando gli immobili della zona generalmente sono valutati 250mila euro”, spiega il suo avvocato Antonio Grazia Romano che si occupa di usura bancaria e di usura praticata da Equitalia. Eppure di recente è stata approvata una legge che impedisce che un immobile pignorato venga messo all'asta a meno del 50% del suo valore “altrimenti – spiega l'avvocato - il creditore non riesce a recuperare le sue somme, il debitore non salda i suoi debiti e si realizza solo una plusvalenza da parte degli acquirenti”. Il 10 giugno 2016 la signora Carrara decide, così, di denunciare il suo vecchio avvocato per infedele patrocinio, il consulente tecnico d’ufficio del tribunale per falsa valutazione del valore dell’immobile,il custode e i due aggiudicatari della casa per manipolazione dell’asta. “È ben strano che gli acquirenti che si sono aggiudicati la casa all’asta a 90mila euro siano gli stessi che si erano rivolti alla signora Carrara per comprarla privatamente a una cifra vicina ai 150mila euro”, dice l'avvocato Grazia Romano. “Noi temiamo che qualcuno abbia avvisato questi acquirenti che la casa era all’asta. Abbiamo ragione di credere che esista un’organizzazione che parte dai tribunali, passa per gli organi deputati alla vendita di un immobile pignorato”, conclude il difensore della signora Carrara.

Commenti

Raoul Pontalti

Sab, 25/03/2017 - 12:24

Che articolo strampalato..."Abbiamo ragione di credere che esista un’organizzazione che parte dai tribunali, passa per gli organi deputati alla vendita di un immobile pignorato": bestialità più grossa non si sarebbe potuta scrivere! Oggi per fortuna si può accedere anche dall'Australia per conoscere sui siti dedicati alle aste se vi è un immobile in vendita. La pubblicità è fondamentale per poter aggiudicare al meglio l'immobile. Sulle perizie: in genere sono inadeguate perché il valore è una cosa, il prezzo un'altra e alle aste ci si va per fare affari (ed è giusto pagare poco perché si compra a scatola chiusa, abusi edilizi compresi che poi vanno sanati se possibile, altrimenti si resta con il bidone). Gli esecutati avrebbero dovuto vendere l'immobile prima dell'asta.