Sotto sequestro il centro profughi di Casale San Nicola

A Roma fermati i lavori di ristrutturazione nell'ex scuola Socrate dove avrebbero dovuto alloggiare cento rifugiati

“Dopo due settimane di segnalazioni e pressioni da parte del sottoscritto e del comitato spontaneo nato nella zona stessa agli organi competenti, dall’ufficio tecnico del Municipio 14, dalla Polizia municipale alla Soprintendenza archeologica, arriva l’atto di sequestro della struttura e dell’area che doveva ospitare il centro per rifugiati a Casale di San Nicola.” A dare per primo la notizia con un post su Facebook è stato Fulvio Accorinti, consigliere circoscrizionale di Fratelli d'Italia del quartiere romano dove da settimane i residenti hanno creato un presidio per protestare contro l'arrivo di cento profughi che avrebbero dovuto alloggiare nell'ex scuola Socrate.

“Fratelli d’Italia - prosegue Accorinti - aveva posto il problema, con il comitato spontaneo che è nato contro l’ipotesi del centro rifugiati, della sussistenza sulla struttura e sull’area in questione di diversi vincoli archeologici, paesaggistici e architettonici non rispettati e di autorizzazioni non richieste dai responsabili della cooperativa, ora questo atto rafforza i nostri dubbi anche sulla regolarità del bando, delle procedure ed infine dei lavori di adeguamento di una struttura la cui inidoneità era stata fin dall’inizio segnalata".

Secondo indiscrezioni provenienti dalla prefettura parrebbe che questo provvedimento sia dovuto a "irregolarità amministrative" e che in ogni caso i lavori dovrebbero continuare ma Accorinti, intercettato telefonicamente da ilGiornale.it, la prosecuzione dei lavori non è possibile perché, per legge, comportrebbe un secondo atto di sequestro. L'arrivo dei migranti pare perciò rimandato fino alla conclusione delle indagini della magistratura. Fonti del luogo confermano che oggi dentro la ex scuola non sono stati visti operai all'opera anche se di fatto i vigili non hanno materialmente posto i sigilli. Tra le irregolarità ci sarebbe anche la mancata modifica della destinazione d'uso dell'immobile. A destare stupore tra i residenti, inoltre, era stato il fatto che lo stabile non avesse le fognature e che fosse stata autorizzata la loro installazione nel giro di pochi giorni, oltretto in una zona dove è situato un uliveto. In pratica, la cooperativa Isola Verde, che già gestisce anche il campo nomadi River sulla Tiberina, vicino a Prima Porta, avrebbe vinto il bando senza che, prima, nell'ex Scuola fossero stati fatti i dovuti lavori di ristrutturazione.

Commenti

lento

Mer, 27/05/2015 - 14:12

Adesso per forza maggiore l'ordine passa nelle mani dei cittadini !Visto che nessuno e' capace di gestire i clandestini,nel modo piu' equo e razionale.

Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mer, 27/05/2015 - 15:01

Ai CITTADINI ITALIANI l'ordine. E' tempo di dire BASTA ai falsi BUONI che si riempiono solo le tasche sulla disgrazia altrui. BENE BENE!!

Blueray

Mer, 27/05/2015 - 15:32

La ex scuola Socrate non aveva fognature? Eccezionale! Quindi i nostri terremotati nelle tende e i clandestini nelle ex scuole previo costruzione di fognature che scaricano nell'uliveto. E tutto ciò per volersi incaponire a non riportarli in Libia! E provare a violare i trattati internazionali per vedere l'effetto che fa no eh?

marvit

Mer, 27/05/2015 - 15:59

Così sempre...BRAVI

plaunad

Mer, 27/05/2015 - 17:14

Il popolo, il vero popolo ha vinto. Questa é democrazia.

risorgimento2015

Mer, 27/05/2015 - 17:18

Lo avevo detto finche` non si scende in piazza e ci ribellla ,non otteniamo niente! E`saremo propio noi italiani mediobasso, e non i nosti politici a frenare l`invasione, e dopo ci sara l` espulsione di massa dei clandestini e zingari" FORZA e ONORE"