Spari al tribunale, quando l'odio vuol farsi giustizia

Tutti i casi in cui sono state attaccate aule di giustizia e luoghi istituzionali

Disagio, esasperazione, follia. È sempre un momento sconvolgente quando, come avvenuto al tribunale di Milano, prevale l’idea di far vincere la propria pretesa di senso della giustizia con la violenza e con le armi, in quei luoghi, come le aule di giustizia o le istituzioni pubbliche, che sono chiamate ad essere lo spazio dell’equilibrio e della composizione dei conflitti. Un episodio simile a quello di Milano avvenne nell’ottobre del 2007, nel tribunale di Reggio Emilia. Allora si stava discutendo una causa di divorzio ed il marito, noto per essere un violento, sparò uccidendo la moglie ed il fratello di lei, ferendo l’avvocato ed un poliziotto, prima di essere freddato da un altro agente di polizia, intervenuto per porre fine ad un massacro che avrebbe potuto avere un bilancio ancora più pesante dei tre morti.

Anche in quel caso finì sotto accusa la facilità con la quale una pistola entrò in tribunale. Aule di tribunale, ma anche istituzioni. Come a Cardano al Campo, nel Varesotto, dove nel luglio del 2013 un ex agente della polizia municipale sospeso dal servizio entrò in Comune ed aprì il fuoco contro il sindaco, Laura Prati, morta in ospedale dopo tre settimane di agonia, ed il suo vice, rimasto invece ferito. Nel marzo 2013, un uomo entrò a Perugia nella sede della Regione Umbria, dove uccise due impiegate prima di spararsi. La sua famiglia aveva un’azienda che si occupava di formazione, alla quale la Regione aveva, provvisoriamente, revocato l’accreditamento. Molti sono stati i precedenti che si sono poi conclusi senza morti: il più ricordato, anche per il contesto nel quale avvenne, è quello del 28 aprile 2013, giorno del giuramento del governo Letta, quando Luigi Preiti, sotto Palazzo Chigi, aprì il fuoco e ferì due carabinieri, uno dei quali, il brigadiere Giuseppe Giangrande, in maniera grave. Aule di giustizia, ma anche le sedi legate alle tasse sono obiettivi sensibili: il 3 maggio 2012, a Romano di Lombardia (Bergamo), un uomo armato di fucile e due pistole, prese in ostaggio i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, tenendo uno di loro sotto tiro per sei ore. Non si trattava di una sede istituzionale, ma erano presenti molti magistrati e un ministro, il guardasigilli Andrea Orlando, quando, lo scorso 28 marzo, un uomo sparò due colpi in aria davanti al teatro Cilea di Reggio Calabria, dove era in corso il congresso di Magistratura democratica.