Stasi, legali chiedono revisione I Poggi: "Fate nome assassino"

La difesa di Alberto Stasi ha presentato istanza alla Procura Generale di Milano, il primo passo in vista della revisione del processo

La difesa di Alberto Stasi ha presentato istanza alla Procura Generale di Milano, il primo passo in vista della revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Il codice di procedura penale prevede infatti che a fare domanda di revisione possano essere "il condannato o un prossimo congiunto o il tutore o, se il condannato è morto, l’erede o un prossimo congiunto oppure il procuratore generale presso la corte d’appello nel cui distretto è stata pronunciata la sentenza di condanna". I legali, Angelo e Fabio Giarda e Giada Bocellari, sono in attesa di una risposta da parte della Procura Generale chiamata a valutare se sulla base dei nuovi esami sul dna trovato sotto le unghie della vittima si possa rifare il processo. L’eventuale nuovo processo si svolgerebbe presso la Corte d’Appello di Brescia.

Ma il nuovo retroscena sul caso Poggi non convince i familiari di Chiara che con i propri legali non accetta l'ipotesi di una riapertura del caso. . L’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni, passa al contrattacco: "Alberto Stasi non rispetta la sentenza, pretende di avere diritti ma non rispetta i doveri e ha scelto di sottrarsi con ogni mezzo al risarcimento del danno in favore dei familiari di Chiara ed al pagamento di quanto dovuto allo Stato". In una conferenza stampa che è seguita a quella dei legali di Stasi, il legale di parte civile ricorda che gli elementi nuovi portati dalla difesa di Alberto non sono "validi scientificamente perchè già il perito disse nel precesso d’Appelllo che il materiale genetico era di quantità modesta e la qualità degradata per una comparazione". Non saremmo quindi di fronte a un "elemento decisivo", condizione necessaria per chiedere una revisione del processo.

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 19/12/2016 - 17:05

Anche in questo caso si constata il disordine giudiziario e la confusione tra diritto civile o penale.

ulanbator10

Lun, 19/12/2016 - 17:27

La famiglia Poggi è stata estremamente visibile in tutti gli anni che sono durati i processi. Hanno sempre sostenuto, da un certo punto in poi che Stasi fosse l'assassino. Non ho mai compreso come abbiano potuto dichiarare di ritenersi soddisfatti di una sentenza che ha comminato solo 16 anni (significa che Stasi fra meno di 10 anni sara' fuori)per un omicidio brutale e perpetrato con una violenza bestiale,per di piu',non essendoci movente , per futili motivi. Mi sono convinto che a loro servisse mentalmente un colpevole, ma non è detto che neppure loro siano convinti che l'assassino sia Stasi

Tarantasio.1111

Lun, 19/12/2016 - 17:36

E come fare a dar torto a uno come Stasi...uno che cammina sul sangue senza sporcar neppure la suola delle scarpe...

giottin

Lun, 19/12/2016 - 18:01

Ormai lo sappiamo, qui i processi si fanno trovando prima un colpevole, giusto per fare vedere che gli inquirenti la sanno lunga,(Bossetti docet) sul quale poi si costruiscono le prove...

brunog

Lun, 19/12/2016 - 18:09

Fa piu' paura la malagiustizia che i criminali.

edo1969

Lun, 19/12/2016 - 18:13

giottin e ti pareva che da Stasi non si passasse a Bossetti, adesso dicci che anche Berlusconi è stato condannato solo con "teoremi" e siamo a posto

tzilighelta

Lun, 19/12/2016 - 18:26

Sento odore di un nuovo caso Taormina in stile Cogne, quella volta è finita con la mamma killer all'ergastolo, adesso Stasi rischia di passare dagli attuali sedici anni alla "cadena perpetua"

Ritratto di elkid

Anonimo (non verificato)

squalotigre

Lun, 19/12/2016 - 19:06

A parte che mi pare che i periti della difesa siano riusciti ad isolare materiale sufficiente per identificare un nuovo soggetto, un numero insufficiente di corrispondenze lo è per identificare una persona, ma più che sufficiente per escludere un soggetto. Facendo gli scongiuri, se subissi una tragedia come quella toccata ai genitori di Garlasco vorrei che a pagare fosse un assassino certo, non il primo al quale si possa attribuire il delitto.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 19/12/2016 - 19:43

Caso gestito male, finito peggio, come molti altri (notissimi) che vengono (appositamente???) tenuti sulla graticola (per fare audience???).

Rudy

Lun, 19/12/2016 - 23:15

La regola è sempre la stessa : l'italiano in galera e lo straniero fuori. Fosse questo un altro di quei casi non ci sarebbe da stupirsi. Abbiamo delle istituzioni marce fino al midollo.

Happy1937

Mar, 20/12/2016 - 08:40

L'unica cosa evidente e' l'incapacita' della Magistratura inquirente di arrivare in Italia ad una chiara soluzione dei casi.

Ritratto di faustopaolo

faustopaolo

Mar, 20/12/2016 - 08:46

Ma gli ci sono voluti più di 9 anni ai nostri cervelli per capire che il DNA non corrisponde ? Ma perché non vanno anche loro in fuga ?

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 20/12/2016 - 08:49

Avvocato Tizzoni ma che diavolo dice? Stasi non rispetta la sentenza? E dov'è ora Stasi? Alle Maldive? A prescindere dalla mia posizione, lei che farebbe se fosse in galera e ci fosse un altro DNA sotto le unghie della vittima. Quanto all famiglia Poggi dovrebbero darsi una calmata e vedere le cose con più lucidità. Rispetto e capisco la loro perdita ma questo non deve trasformarsi a tutti i costi in sete di vendetta col primo arrivato. Guardate le prove!

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 20/12/2016 - 08:52

tzilighelta - caso strano in entrambi casi (Cogne e Garlasco) il supposto assassino non si è sporcato minimamente. Cosa impossibile.

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Mar, 20/12/2016 - 10:03

Io credo che sia lui il colpevole, punto. DNA a parte, che può trovarsi lì per mille altri motivi lui ha volutamente fatto una messa in scena tra scarpe pulite e pedali della bicicletta. Questi stanno giocandosi la carta del DNA come con Bossetti, fare la prova del DNA a tutta la popolazione in zona che per caso era nei paraggi in quel frangente.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Mar, 20/12/2016 - 11:18

Roberto_70 - Ci sono diverse cose che non tornano sia nel caso di Garlasco come in quello del Bossetti. Quando si condanna per omicidio bisogna farlo 'oltre ogni ragionevole dubbio'. Se questi dubbi fossero ragionevoli non saremmo qui a discuterne da anni ed il processo si sarebbe chiuso da un pezzo. Nel caso del Bossetti i DNA rinvenuti furono quattro: perché focalizzarsi solo ed esclusivamente su quello del Bossetti (incompleto tra l'altro)? Nel caso di Garlasco perché ignorare la presenza del DNA sotto le unghie (punto strategico dove un investigatore dovrebbe guardare SEMPRE)?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 20/12/2016 - 12:52

'Non poteva non...' ora, confutare le alternative non è una prova, ma sposta l'onere della prova sulla controparte. Le alternative per loro natura sono infinite e nella fattispecie non è stato considerato che un supporto piallato è come se fosse vergine. La suola delle scarpe di Stasi si è consumata con l'uso.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 20/12/2016 - 12:52

Penso che l'avvocato dei Poggi dovrebbe essere radiato dall'ordine per i suoi imbrogli.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 20/12/2016 - 12:54

Negare alcune alternative non costituisce prova, ma ne sposta l'onere sulla controparte.