Statali e uscita anticipata scatta la "trappola" del Tfr

L'uscita anticipata per la pensione potrebbe comportare alcuni rischi per gli statali sull'erogazione del Tfr

L'uscita anticipata per la pensione potrebbe comportare alcuni rischi per chi sceglie di lasciare prima il lavoro. Come riporta pensionioggi.it, una circolare dell'Inps chiarisce alcuni punti sul cumolo contributivo per gli statali e il tfr in caso di pensione anticipata. Secondo il documento dell'istituto di previdenza sociale (circolare 60/2017) il trattamento di fine rapporto verrà erogato, in caso di cumulo contrbutivo per ottenere i requisiti per l'uscita anticipata, verrà erogato non prima di dodici mesi a decorrere dal raggiungimento dell'età anagrafica per la pensione. Di fatto chi ad esempio lavoroa nel pubblico impiego ed è nato nel giugno 1955 e usa il cumulo contributivo per raggiungere al 1° giugno un'anzianità di servizio di 43 anni e un'età anagrafica di 62 anni, riceverà il tfr al compimento di 66 anni e 7 mesi.

Inoltre c'è il rischio concreto che il trattamento di fine rapporto possa essere erogato a 67 anni e due mesi. Dunque non prima dell'agosto 2022 o del 2023. Insomma il cumulo contributivo potrebbe essere una sorta di boomerang. Infatti con le regole ordinarie l'erogazione sarebbe scattata a 24 mesi dalle dimissioni.