Strage di Dacca: ucciso Chowdhury, la mente dell'attentato al ristorante

All'inizio di agosto la polizia del Bangladesh aveva messo una taglia sull'uomo, offrendo una ricompensa di due milioni di taka ( oltre 25mila dollari) per informazioni utili alla sua cattura

Il regista della strage di Dacca, l'attacco al ristorante Gulshan in cui lo scorso primo luglio morirono 22 persone tra le quali 9 italiani, è rimasto ucciso in una sparatoria con la polizia a Narayanganj. Lo hanno annunciato le autorità bengalesi specificando che lo scontro a fuoco in cui è rimasto ucciso Tamim Ahmed Chowdhury, insieme ad altri due terroristi, è scoppiato dopo che le forze anti-terrorismo hanno fatto irruzione nel covo in cui si nascondeva nella località a circa 20 chilometri ad est di Dacca.

L'operazione conclude la caccia all'uomo che la polizia bengalese ha lanciato alla fine di luglio quando aveva identificato in Tamin Ahem Chowdhury, cittadino canadese di origine bengalese ritornato in Bangladesh tre anni fa, il regista dell'attacco al ristorante ed uno successivo, avvenuto il 7 luglio.

A permettere l'identificazione era stato un raid condotto qualche giorno prima in un covo del Jamàatul Mujahideen Bangaldesh (Jmb), organizzazione jihadista responsabile dell'attacco, in cui erano stati uccisi nove militanti. L'unico sopravvissuto catturato aveva collaborato e fornito prove ed elementi per identificare la mente dell'attacco .

All'inizio di agosto la polizia del Bangladesh aveva messo una taglia sulla testa di Tamin Chowdhury, offrendo una ricompensa di due milioni di taka ( oltre 25mila dollari) per informazioni utili alla sua cattura. La taglia è stata messa anche sulla testa di un altro terrorista che secondo gli inquirenti, ha pianificato l'attacco al ristorante Holey Artisan Bakery, nel quartiere di Gulshan di Dacca, un ex maggiore dell'esercito di nome Zia.

Secondo gli inquirenti, Chowdhury accompagnò il gruppo di cinque assalitori dal loro appartamento di Bashundhara al ristorante, andandosene pochi minuti prima dell'inizio dell'attacco e della presa d'ostaggi che si concluse 11 ore dopo con il blitz delle forze di sicurezza che uccisero tutti i membri del commando, che avevano intanto ucciso 20 ostaggi, 17 cittadini stranieri, nove italiani. Nello scontro a fuoco morirono anche due poliziotti.