Sugli storici tornanti della Targa Florio una Sicilia da riscoprire

Con Porsche lungo le strade della corsa che ha contribuito a far conoscere le bellezze dell'Isola e dei suoi prodotti a tutto il mondo

Palermo - Unire la passione per l'auto - e la sua storia - al desiderio di ripercorrere con la propria vettura, magari anche d'epoca, le strade che hanno accompagnato la mitica corsa siciliana Targa Florio. E, nell'occasione, scoprire oltre ai cimeli della storica competizione, quel susseguirsi di paesini sulle strade della catena montuosa delle Madonie, tra profumi di natura, brezza marina e specialità culinarie. Un fine settimana, dunque, all'insegna dell'emozione (le innumerevoli curve e salite lungo il tracciato, il rombo del motore, gli abitanti delle località che si affacciano alle finestre per rivivere, anche solo un attimo, il fascino della gara).

Ebbene, la tedesca Porsche è legata a doppio filo con la Targa Florio e proprio qui, in Sicilia, ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua storia: il record assoluto di ben 11 successi, il primo nel 1956, l'ultimo nel 1973, senza dimenticare la vittoria nel 1969 con la coppia Mitter-Schutz, alla guida della 908/2, esposta al pari di un gioiello all'interno di una teca a Villa Igiea, di Palermo, il grande albergo appartenuto alla famiglia Florio che ha ospitato l'evento «Porsche Gts Experience-Targa Florio Revival 2015».

A disposizione dei giornalisti italiani e stranieri una serie di modelli Gts (più potenti) di ultima generazione, proprio per sottolineare l'immortalità di questa corsa: Cayman Gts, 911 Carrera Gts Coupé, 911 Targa 4 Gts, Panamera Gts e Cayenne Gts. Il percorso: da Villa Igiea, alle pendici del Monte Pellegrino, alle Tribune di Cerda (79 km) e da lì, per altri 140 chilometri, a Collesano, dopo aver attraversato Caltavuturo, Castellana Sicula e la suggestiva e «dolce» Castelbuono (da non perdere la manna purissima da spalmare sul panettone e i dolcetti offerti nella piazzetta da Fiasconaro, da gustare seduti a uno dei tavoli dell'attiguo Circolo della musica: e che musica dal vivo!) scambiando qualche battuta con gli avventori, rigorosamente con la coppola.

Da Castelbuono, per chi vuol deviare e scoprire questa stupenda località collinare con il suo Castello dei Ventimiglia, si prosegue in direzione di Collesano, cittadina che ospita, in corso Vittorio Emanuele, il Museo Targa Florio, meta ogni anno di migliaia di appassionati ed ex partecipanti che ci arrivano praticamente in pellegrinaggio. Il Museo è stato creato rispettando le volontà di Vincenzo Florio, ideatore della gara, disputata per la prima volta nel 1906, ovvero: «...continuate la mia opera perché l'ho creata per sfidare il tempo...» : infatti, la corsa veniva disputata dai concorrenti a velocità incredibili, tra tornanti di montagna, centri abitati e lunghissimi rettilinei come quello di Bonfornello, sotto lo sguardo allibito di oltre 800.000 spettatori.

Una nota di tristezza è Cerda, prima tappa di questa «amarcord», dove giacciono le vecchie tribune e i box, strutture che accusano gli anni, della Targa Florio. C'è anche un mini museo dove è Nuccio, il gestore, ad accogliere i visitatori: «Era un posto strepitoso, alla pari di Indianapolis e Montecarlo. Il tutto a vantaggio del turismo e dell'enogastronomia: non dimentichiamo che Cerda è famosa per i suoi carciofi e gli agrumi. E lo stesso Vincenzo Florio, nel 1925, sulla torre dei cronometristi aveva fatto apporre questo slogan: «Qui consumiamo arance di Sicilia». Un uomo che è riuscito a mostrare il meglio della Sicilia. Ogni anno, ora, si disputa la versione rally, ma la vera Targa Florio, intesa come gara di velocità, è finita nel '73. Qui, comunque, è sempre pieno di gente».

E noi, prima a bordo di una Porsche Panamera Gts rossa (4.8 litri, 440 cavalli, trazione integrale, 7 rapporti, 288 orari di velocità massima) e, quindi, di una più divertente, visto il tipo di percorso, 911 Targa 4 Gts (3.8 litri, 430 cv, cambio Pdk a 7 rapporti, coppia di 404 Nm a 5.750 giri, 303 orari) ci siamo cimentati nella nostra «Florio». Emozioni, qualche brivido soprattutto sui tornanti, sound indescrivibile nelle riprese e durante le scalate di marcia, trazione integrale impressionante. Con la sicurezza dell'elettronica Porsche targata anno 2015. E se adesso l'elettronica può sopperire agli errori di valutazione del pilota, un tempo stava proprio all'abilità di chi stava al volante evitare il peggio e salvare la pelle.