Sull'alta velocità arriva ItaloIl Frecciarossa non è più solo

Da domenica in vendita i biglietti per il nuovo treno "targato Montezemolo", corse al via dal 28 aprile tra Milano e Napoli. Tariffe competitive sulle classi più alte. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/web/pdf/Italo_Frecciarossa.pdf" target="_blank">Il confronto tra i due treni</a></strong>

Il conto alla rovescia è comin­ciato: ieri Ntv ha annunciato i prez­zi e gli orari dei nuovi treni privati ad Alta velocità; il 15 saranno aper­te le vendite su tutti i canali (agen­zie di viaggio, telefono, internet, stazioni); il 20 sarà effettuato il viaggio inaugurale tra Roma e Na­poli. Sabato 28 aprile, la data stori­ca: l’avvio del servizio commercia­le tra Milano e Napoli, con quattro treni che effettueranno, per co­minciare, quattro viaggi (due an­date e due ritorni) al giorno; a regi­me, in dicembre, i convogli in flot­ta saranno 25 e i viaggi saranno 50. I sei mesi di ritardo rispetto agli a­n­nunci che indicavano l’inizio del­l­’attività per il settembre 2011 so­no poca cosa per un’impresa che dà una spallata al monopolio e che, per la prima volta in Europa, farà sfrecciare i propri treni sugli stessi binari delle ferrovie statali.

È sull’offerta che si concentra­no le aspettative e le curiosità del mercato, anche perché poter sce­gliere è una grande evoluzione culturale e di mentalità. I treni di Ntv, la società presieduta da Luca di Montezemolo e partecipata dal­le ferrovie francesi, saranno dei fiammanti Agv dell’Alstom, mo­dello per il quale Ntv è la compa­gnia di lancio. Negli ultimi tempi sono andati su e giù per l’Italia per macinare i 10mila chilometri ne­cessari a ottenere le ultime auto­rizzazioni. Convogli modernissi­mi, suddivisi in 11 carrozze, tre «ambienti» (guai chiamarli «livel­li » o «classi», linguaggio Fs), per un totale di 450 posti. Poiché la ve­locità commerciale non potrà su­perare i 300 chilometri all’ora fis­sati dalle norme per la circolazio­ne, la concorrenza potrà scatenar­si sostanzialmente su due aree: il servizio e i prezzi.

Cominciamo dal servizio. Ntv conta di offrire un treno molto ac­cogliente ma «per tutti», trasversa­le alla domanda. L’ambiente «Club» (pelle, salottini, leccornie, tecnologie) sarà lussuoso, quello «Prima» avrà un servizio di alto profilo, anch’essa con tv in diret­ta, collegamento wi-fi e carrozza relax senza telefonini, lo «Smart», con distributori automatici di cibi e bevande, avrà anche una carroz­za cinema, con film proiettati su vi­deo. Ma il servizio è fatto anche di altro: le «case Italo» nelle stazioni offriranno accoglienza e assisten­za a tutti i passeggeri; in caso di ri­tardo i clienti saranno avvisati con sms, così da non doversi affret­tare inutilmente; nelle città sono in corso convenzioni con mezzi pubblici e altri servizi (a Firenze da subito si potranno utilizzare i bus gratuitamente). Ntv punta molto sul proprio personale, 750 ragazzi motivatissimi che offriran­no un’assistenza «personalizza­ta ». Negli ultimi due anni sono sta­ti sottoposti a intensi programmi di formazione sull’arte dell’acco­glienza, nei quali è stata ricercata una sintesi tra modelli alberghie­ri, crocieristici e aeronautici. Ho­stess e steward sono stati addestra­ti su come porsi verso il passegge­ro, come accoglierlo, come sorri­dergli.

E veniamo ai prezzi, forse il te­ma al quale è più sensibile il mer­cato di massa. Biglietti da Roma per Milano a partire da 30 euro; per Napoli e Firenze da 20 euro. Ol­tre alla fascia low cost, sono previ­ste altre due fasce di acquisto: eco­nomy e base, con diversa flessibili­tà. Con la tariffa economy si viag­gerà da Roma a Napoli a 32 euro in ambiente Smart; a 43 in Prima e a 59 in Club. Con il biglietto base si viaggerà a 43 euro in Smart, a 59 in Prima e a 68 in Club. Per Milano i biglietti in tariffa Economy varie­ranno da 65 a 118 euro e in tariffa Base da 88 euro a 130 euro.

Un’autentica concorrenza sui prezzi non è realmente immagina­bile. Primo, perché il concorrente (ex) monopolista è molto più forte in termini dimensionali (100 treni tra Frecciarossa, Frecciabianca e Frecciargento contro i 25 Italo di cui a fine anno potrà disporre Ntv); in secondo luogo perché una nuova compagnia che deve di­gerire gli investimenti (650 milio­ni per i soli treni) e che ha come ob­biettivo il pareggio nel 2014, non potrà esagerare con prezzi strac­ciati. E in ogni caso ha già in conto un canone di 120milioni all’anno per i prossimi dieci anni da pagare a Rfi, la società dell’infrastruttura che dà in affitto i binari e le stazio­ni e che oggi è controllata dal grup­po concorrente Fs.

Commenti

oiramissor

Ven, 13/04/2012 - 15:11

Mah!!! Con montezemolo di mezzo........speriamo che funzionano meglio delle ferrari.

oiramissor

Ven, 13/04/2012 - 15:11

Mah!!! Con montezemolo di mezzo........speriamo che funzionano meglio delle ferrari.

Ritratto di stenos

stenos

Ven, 13/04/2012 - 18:29

Per quanto riguarda la concorrenza e efficenza staremo a vedere, con Montezuma di mezzo sento odore di fregatura...

Ritratto di stenos

stenos

Ven, 13/04/2012 - 18:29

Per quanto riguarda la concorrenza e efficenza staremo a vedere, con Montezuma di mezzo sento odore di fregatura...

giornalista

Ven, 13/04/2012 - 18:57

Sarebbe sempre ora che Moretti si misuri con la concorrenza!

giornalista

Ven, 13/04/2012 - 18:57

Sarebbe sempre ora che Moretti si misuri con la concorrenza!

matrix2008

Ven, 13/04/2012 - 19:59

Un altro figlio di papà straricco che gioca al monopoli con i soldi della gente onesta, fra poco andrà in politica per ripagarsi questo investimento ferroviario con i rimborsi ai partiti altro che treni può comprarsi. Italiani popolo Bue e di Bimbominkia

matrix2008

Ven, 13/04/2012 - 19:59

Un altro figlio di papà straricco che gioca al monopoli con i soldi della gente onesta, fra poco andrà in politica per ripagarsi questo investimento ferroviario con i rimborsi ai partiti altro che treni può comprarsi. Italiani popolo Bue e di Bimbominkia

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 14/04/2012 - 07:33

Doveva chiamarsi Pinocchio, per via del naso lunghissimo. Poi l'hanno chiamato Italo. Forse pensava a Napolitano.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Sab, 14/04/2012 - 07:33

Doveva chiamarsi Pinocchio, per via del naso lunghissimo. Poi l'hanno chiamato Italo. Forse pensava a Napolitano.