La tabaccaia di Asti uccisa con almeno 40 coltellate

Conclusa l'autopsia sul corpo di Maria Luisa Fassi: l'assassino si è accanito con un coltello da cucina

Quaranta coltellate. L'assassino di Maria Luisa Fassi si è accanito con ferocia sul corpo della tabaccaia 54enne, figlia degli ex gestori dell'unico ristorante stellato di Asti.

Lei era nel negozio del marito, da sola. Qualcuno l'ha aggredita con una lama lunga e larga, probabilmente un coltello da cucina. L'ha colpita più e più volte, alla schiena, all'addome e ai reni, col chiaro intento di ucciderla. Le ha lesionato gli organi vitali ed è scappato lasciando solo un'impronta parziale sulla soglia. Lo rivela oggi l'autopsia effettuata sul corpo della donna e svolta dal medico legale Rita Celli.

Si indaga senza sosta per far luce sul delitto. Si cerca il coltello usato per ucciderla e qualsiasi altro dettaglio che permetta di identificare il killer. Si seguono i possibili percorsi che potrebbe aver preso, alla ricerca di qualcosa che permetta di arrivare a lui, si setacciano le telecamere di sicurezza della zona. Per il momento invano.

Si cerca innanzitutto di capire il movente di un tale, efferato omicidio. Difficile si trattasse di una rapina: l'incasso non è stato praticamente toccato e non giutificherebbe comunque una tale ferocia. Si ascoltano i testimoni, le persone che conoscevano bene la donna: amici e vicini di casa, clienti del negozio, dipendenti del ristorante che i genitori avevano gestito fino a due anni fa.

"Non abbiamo mai ricevuto minacce e non abbiamo proprio idea di chi possa avere ucciso Maria Luisa e di cosa possa averlo spinto a tanto", dice il marito, Valter Vignale, ai microfoni del Tgr, "Se trovano l’assassino sperano che chi lo dovrà giudicare usi le legge giuste ed attribuisca le pene giuste".