In tabaccheria vendono la «quasi droga»

Sui banconi i derivati della canapa. L'esperto: pericolosa

Ha tutte le caratteristiche per rivelarsi un vero e proprio business con i fiocchi quello della cannabis light, cioè con un principio attivo di Thc (il tetraidrocannabinolo, sostanza psicotropa prodotta dai fiori di cannabis) inferiore allo 0,6%, il limite massimo stabilito dalla legge italiana affinché la sostanza venga considerata «industriale» o, comunque, non fuorilegge. Molto più alta, invece, la percentuale di Cbd - il cannabidolo, con effetti sedativi e ansiolitici -, che si aggira attorno al 4%. Abbiamo fatto un giro in dieci tabaccherie di Milano scoprendo che, in gran parte delle rivendite, i titolari dicono di essere stati recentemente contattati dai rappresentanti delle aziende produttrici. E non escludono di poterla vendere proprio come accade per prodotti «innocui» tipo sigarette, caramelle o marche da bollo.