«Tappeti d'antiquariato o contemporanei Ma prima di acquistare, meglio provarlo»

I tappeti? Sono «il nostro retroterra culturale, la nostra tradizione», ma anche «un giardino di simboli». Parola di Fabio Morandi, commerciante, produttore e importatore di tappeti, proprietario di tre gallerie (a Crema, Castelvetro piacentino e Parma), ma soprattutto grande appassionato di questi speciali manufatti, dei quali la sua famiglia si occupa dagli anni '50. Cresciuto nel mondo dei tappeti antichi super pregiati, ancora oggi Morandi seleziona pezzi di alto antiquariato, ma allo stesso tempo fa produrre, acquista e vende tappeti contemporanei e moderni. Ci sono i tappeti geometrici e stilizzati, come il caucasico e l'anatolico antico «che si adattano sia alle case classiche sia a quelle di design». O quelli contemporanei dal design informale. Annodati a mano (sono i più pregiati), fatti con lane filate con i colori vegetali e nel rispetto della tradizione, sono tutti pezzi unici.

La produzione è affidata a bravissimi Ushtà, i mastri annodatori di Paesi come il Tibet e l'Afghanistan. Il risultato? Piccoli capolavori fatti per emozionare chi li guarda. Lo sguardo sempre puntato in avanti, Morandi è stato uno dei primi nel suo settore a credere nell'e-commerce creando un sito www.moranditappeti.it fornito di tutto ciò che può aiutare il cliente a fare le proprie scelte e con utilissime informazioni su tutto ciò che ruota intorno al mondo dei tappeti nel blog tappeti-blog.it. Questo sito oggi si pone in una nuova veste grafica ancora più chiara più funzionale e soprattutto ancor più al servizio della clientela. Un consiglio a chi compra? «Anche se ci si innamora a prima vista, provarli sempre in casa (altra possibilità offerta dal sito): solo così scatta il feeling con l'arredamento».

Commenti
Ritratto di FabioMorandi

FabioMorandi

Mer, 15/04/2015 - 00:54

Tappeto Il tappeto è uno speciale tessuto manufatto artigiano concepito come spazio sacro di un universo simbolico ed è generalmente destinato all’arredamento. Tecnica:  Su una base di orditi vengono avviluppati fili di lana o di seta con diverse tecniche dette di annodatura. Cambiando opportunamente di volta in volta il colore, i fili in successione lineare annodano a due a due gli orditi e offrono allo sguardo la parte recisa che a fine lavorazione costituirà il vello del tappeto. Tra una fila di nodi e la seguente vengono inseriti i fili di trama che passano alternativamente davanti e dietro i fili di ordito e che, dando solidità alla struttura, contribuiscono a compattare i nodi.