Ilva di Taranto, disperso un operaio. I lavoratori protestano

È ancora disperso un operaio di 31 anni dipendente Arcelor Mittal. L'uomo si trovava nella cabina di comando di una gru che durante un tornado abbattutosi sulla città è stata sbalzata in mare. A oltranza lo sciopero indetto dai sindacati per la sicurezza in fabbrica

Protestano i lavoratori dell'intero stabilimento Arcelor Mittal di Taranto dopo l'incidente che ieri, durante un tornado abbattutosi sul capoluogo pugliese, ha coinvolto un operaio.

L'uomo, un 31enne di Fragagnano (Comune della provincia di Taranto), era nella cabina di comando di una gru; il mezzo per la movimentazione di minerale si è scontrato con un'altra gru per le forti raffiche di vento. Di conseguenza la cabina è stata sbalzata in mare. Il giovane uomo è ancora disperso. "In seguito al gravissimo incidente che ha visto coinvolto un nostro collega che operava nel DM 5, le organizzazioni sindacali dichiarano uno sciopero immediato", scrivono in una nota i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Ugl.

"Ormai da anni assistiamo a continui rinvii e mancanza di assunzioni di responsabilità da chi è deputato a garantire la sicurezza della fabbrica dal punto di vista del rispetto della vita umana." continuano i sindacati. La protesta, aggiungono, "non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio."

È stato, inoltre, chiesta l'immediata convocazione di un tavolo istituzionale straordinario "che assuma decisioni e provvedimenti che cambino radicalmente lo stato di cose presenti all'interno dello stabilimento siderurgico."

Allo sciopero si è unito anche il sindacato Usb dalle ore 23 di ieri alle 7 del 15 luglio prossimo. "L'ennesima immane tragedia", scrive l'Usb in una nota, "conferma l'assoluta pericolosità in cui versano gli impianti gestiti da Arcelor Mittal, un'altra vita spezzata, l'ennesima famiglia distrutta in nome del profitto a qualunque costo". L'organizzazione fa sapere di aver consegnato al ministro per il Lavoro e lo Sviluppo economico Luigi Di Maio un cd che "attesta lo stato fatiscente degli impianti", spiegando che non "ci sono le condizioni di sicurezza necessarie per lavorare". E conclude: "La fabbrica va chiusa".

Questa mattina all'alba sono riprese le operazioni dei soccorritori, coordinati dalla capitaneria di porto, per cercare l'operaio disperso che si trovava nella gru al momento del tornado. Sul posto ci sono i sommozzatori dei vigili del fuoco e il personale dello Spesal (servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro).

Intanto il sostituto procuratore della Repubblica del tribunale di Taranto, Enrico Bruschi, ha aperto un fascicolo di inchiesta sull'incidente avvenuto ieri sera al quarto sporgente del porto mercantile.

Bisogna accertare che sia stato fatto tutto il necessario per garantire la sicurezza dell'operaio ancora disperso. L'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro dell'intera area e la capitaneria di porto ha emesso un'ordinanza di interdizione alla navigazione (potrebbe esserci un'ulteriore crollo della gru finita in mare) per un raggio di 250 metri dalla sommità del molo dove è avvenuto l'incidente. Sul posto si è recato anche il procuratore capo Carlo Maria Capristo.