Tecnico italiano rapito in Libia: è diabetico e non ha insulina

Gianluca Salviato sequestrato in Cirenaica forse a scopo estorsione. Nella sua auto abbandonata trovate le medicine

Si chiama Gianluca Salviato il tecnico italiano rapito ieri in Libia, a Tonella regione della Cirenaica. L'uomo, 48 anni, è originario della provincia di Venezia, e lavora da alcuni anni per la Ravanelli di Venzone (Udine).

Era a Tobruk per effettuare un sopralluogo di collaudo: stava seguendo i lavori di realizzazione degli impianti fognari nei quali l'azienda è impegnata da due anni. All’interno della sua auto abbandonata è stata rinvenuta l’insulina utilizzata per combattere il diabete.L’ipotesi prevalente è quella di un sequestro a scopo di estorsione.

"Era andato a lavorare all’estero qualche anno fa perché qui in Italia non riusciva a trovare un’occupazione", racconta una amica, "È un uomo normale, come tutti gli altri che aveva scelto la Libia anche per garantire una sussistenza alla famiglia, visto che la moglie era rimasta senza lavoro". Già nel 2011 tecnici e operai della ditta per cui lavora Saviato , erano dovuti fuggire da Tobruk per ragioni di sicurezza per la rivolta scoppiata in Libia. Soltanto nel 2012 i dipendenti hanno potuto riprendere i lavori a Tobruk. La Ravanelli, che ha avviato i lavori a Tobruk a metà 2010, opera nel settore delle costruzioni, in particolare dei grandi cantieri.

Commenti
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franco-a-trier_DE

Dom, 23/03/2014 - 09:18

ma lavorate al vostro paese quella gente merita i legionari che mettano ordine.

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stenos

Dom, 23/03/2014 - 09:26

Per fortuna che il nano francese e il negro hanno fatto fuori Gheddafi e hanno riportato la democrazia il Libia. Ahhhh la primavera araba.......

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Dragon_Lord

Dom, 23/03/2014 - 10:04

ma come si fa a far lavorare un simile malato in questi posti ? sapeva ai rischi cui andava incontro, che paghi e si adoperi la ditta per la quale lavora.

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Zohan

Dom, 23/03/2014 - 11:36

Io sono sempre stato all'estero in missione per società italiane. Ho il sentore che la mia prossima missione sarà in Libya a Benghazi a partire dal prossimo Giugno. Se accetto sarà una mia scelta e me ne assumo rischi e responsabilità. Se mi rapiscono non commuovetevi, se mi uccidono non piangetemi e sopratutto non riporate la mia salma a Ciampino per fare accarezzare la bara alla mummia comunista. Idem dicasi per trasmissioni tipo Barbara D'Urso....sennò andavo a fare i gelati in Germania no?

Anonimo (non verificato)