La telefonata choc alla polizia della ragazza stuprata dall'egiziano: "Mi si è strusciato addosso. Poi..."

La polizia ha diffuso il video e l'audio della chiamata della ragazza stuprata da un egiziano a Milano. L'uomo è il suo vicino di casa e il giudice lo ha rimandato subito a due passi dalla vittima

"Ho ricevuto delle molestie sessuale dal mio vicino. Stava fuori. E' un egiziano, penso. Mi ha seguito mentre entravo, in tutti piani. Mi ha bloccato mentre stavo andando verso la mia porta e ha iniziato a toccarmi e l'ho scansato con una gomitata. Ho paura ora, che magari lui veda voi e poi...". La voce della ragazza è spezzata dal pianto e dalla paura. Il suo vicino di casa, un egiziano, ha appena tentato di violentarla. Le ha messo le mani addosso, l'ha strattonata, ha strusciato le parti intime sul suo corpo. Nel video (guarda il video) la chiamata della vittima alla polizia. Il grido di aiuto, barricata in casa mentre fuori il suo vicino di casa la minacciava.

Il video della chiamata dopo lo stupro

"Ho ricevuto delle molestie sessuale dal mio vicino - dice la ragazza al telefono - Stava fuori. E' un egiziano, penso. Mi ha seguito mentre entravo, in tutti piani. Mi ha bloccato mentre stavo andando verso la mia porta e ha iniziato a toccarmi e l'ho scansato con una gomitata. Ho paura ora, che magari lui veda voi e poi...". Il poliziotto cerca di tranquillarla, dicendo che una volante è già pronta per andare a controllare la situazione. Ma la giovane è spaventata. "Stai tranquilla - ribatte il poliziotto - Noi ce lo portiamo via proprio. Adesso arriviamo. Rimani in linea con me comunque. Stiamo arrivando".

Successivamente, si vedono i poliziotti raccogliere altri dettagli sull'aggressione da parte della ragazza. "Mi ha preso qua, poi ha cercato di strusciarsi addosso. Poi mi ha preso il braccio...", racconta ancora la giovane. Poi aggiunge che l'egiziano l'ha presa con forza.

A quel punto gli agenti della polizia hanno portato la ragazza a fare la denuncia in questura. L'egiziano è stato fermato e portato davanti al giudice. Che poi lo ha liberato e obbligato a "non vedere più la ragazza". Peccato però che abiti sullo stesso pianerottolo.

Commenti
Ritratto di Alsikar.il.Maledetto

Alsikar.il.Maledetto

Mer, 29/06/2016 - 15:42

E' opportuno chiarire che lo stupro è una cosa, la molestia o palpeggiamento un'altra. Come chiariscono tutti i dizionari, lo stupro è un atto di congiungimento carnale imposto con la forza, la violenza, ovviamente senza il consenso di uno dei due soggetti protagonisti (per non parlare quando c'è di mezzo un branco). Trattasi di sofferenza fisica subita dalla vittima attraverso l'evidente forzatura di una penetrazione non gradita, mentre nel secondo caso non c'è la penetrazione ma solo un tentativo, più o meno andato a buon fine, di limitarsi a toccare con le mani parti intime della vittima di turno. Anche un menomato capisce che c'è una profonda differenza: nel senso che, nel secondo caso, non c'è stato l'approfondimento sessuale come nel primo caso ma solo una superficiale e confusa dinamica di mani e braccia fuori controllo.

Ritratto di centocinque

centocinque

Gio, 30/06/2016 - 08:38

Alsikar, poteva finire in stupro se la ragazza non fosse riuscita a reagire. Alla redazione la solita domandina: il magistrato ha nome e cognome o è un altro figlio di madre ignota?