Il telefonino causa tumori? Chat e sms "salvano" gli adolescenti

Il pediatra: "I genitori non si allarmino per la sentenza di Ivrea: oggi i ragazzi non fanno più telefonate e limitano i rischi"

Parlare costantemente al telefono cellulare può causare il tumore. Lo ha stabilito una sentenza del tribunale di Ivrea che non deve però allarmare oltremodo i genitori di bimbi e adolescenti.

Lo assicura all'Adnkronos un pediatra, secondo cui a salvare i nostri ragazzi è la "mania" per chat e sms che tiene gli smartphone lontani dalla testa. "Non è il caso di preoccuparsi troppo: in realtà oggi i giovanissimi non fanno più le telefonate chilometriche di qualche generazione fa, quando ancora si usava il telefono fisso e magari la prolunga", spiega il dottor Italo Farnetani, "Oggi i ragazzi usano soprattutto chat, messaggini su WhatsApp, anche vocali, emoticon, app, specie quelle musicali, e social. Una modalità che dovrebbe limitare eventuali rischi".

In ogni caso, dice ancora l'esperto, "il consiglio è di attenersi all'Organizzazione mondiale della sanità, che nel 2011 ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza quali possibili cancerogeni per l'uomo. In questi anni l'impiego del telefonino si è diffuso in modo incredibile, ma per fortuna non c'è stata un'analoga esplosione di questi tumori. Evidentemente un uso prolungato e continuo per anni sarebbe da evitare, ma in questo caso a preoccupare non sono tanto i ragazzi e i ragazzini col telefonino in mano, impegnati a sentire la musica con gli auricolari o le cuffie ora tanto in voga, quanto gli adulti che spesso sono alle prese con lunghe conversazioni".

Questo ovviamente non significa un via libera incondizionato all'uso di smartphone e tablet, come fa notare Anna Oliverio Ferraris, psicologa, psicoterapeuta e docente di Psicologia dello sviluppo all'Università della Sapienza di Roma: "Sarebbe utile fare uno studio serio per fotografare le abitudini dei ragazzi con il telefonino, al di là di ciò che vediamo tutti i giorni. Ad esempio, sappiamo che in alcuni casi gli insegnanti favoriscono l'uso di questo mezzo per i compiti e questo, insieme alle consultazioni delle chat dei compagni, ne incrementa l'uso. Inoltre magari i ragazzi non fanno lunghe telefonate, ma ne fanno tante brevi. Insomma, sarebbe bene fare una ricerca ad hoc".

"Di sicuro un effetto dannoso per la salute legato alla smartphone-mania c'è", ammette poi il pediatra, "La pigrizia e la mancanza di movimento. Le chat e i social sono una piazza virtuale, ma anche un antidoto al movimento, alle uscite, agli incontri reali. Gli adolescenti si sentono meno soli, e questo è positivo, ma c'è il rischio che si impigriscano chiusi nella loro camera. Ecco, suggerisco ai genitori di monitorare questo aspetto, particolarmente importante nell'età dello sviluppo".