Temperature miti e inverno lontano: non si ferma l'allarme chikungunya

A ottobre è molto probabile che l'epidemia di chikungunya continuerà con nuovi casi, ha dichiarato l'epidemiologo Gianni Rezza

Temperature miti e inverno ancora lontano: le zanzare resistono e aumentano i casi di chikungunya.

A ottobre è molto probabile che l'epidemia di chikungunya, che nel Lazio ha colpito già 102 persone, continuerà con nuovi casi. Lo dichiara Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità."Durante il giorno - ha spiegato Rezza - le zanzare sono ancora attive. I focolai a Roma non sono spenti, il contagio continua. Servono interventi pesanti e mirati di disinfestazione".

Il sindaco Virginia Raggi aveva rivendicato la scelta di utilizzare disinfestanti naturali, non nocivi. Una scelta che non solo ha alimentato uno scontro politico nella Capitale, ma non ha neanche migliorato la situazione. "Non conosco direttamente le misure prese dal Comune - ha commentato Rezza - dico solo che neanche il Ddt ha mai fatto male a nessuno. L'importante è disinfestare come si deve".

Il Comune di Fiumicino ha comunicato di aver dato il via "a nuove procedure straordinarie di disinfestazione per il controllo e la lotta contro le zanzare tigre". Anche il Comune di Anzio riprenderà "con nuovi interventi mirati in diverse vie della città ed all'interno dei giardini privati e delle singole abitazioni".

La chikungunya

La malattia virale non è mortale. I sintomi sono simil-influenzali: febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e dolori articolari che limitano i movimenti dei pazienti. L'epidemiologo Rezza ha sottolineato che la chikungunya ha avuto anche effetti"collaterali" importanti. "Ricordiamo che questa epidemia ha causato il blocco delle donazioni di sangue in tutta la Asl Roma 2, oltre un milione di persone - ha dichiarato Rezza -. Per questo prima la sconfiggiamo e prima si può tornare alla normalità. Servono interventi pesanti, decisi, sia in spazi pubblici che privati, per debellare le zanzare tigre che peraltro si sono giovate delle piogge di queste ultime settimane".

Il numero dei contagi rimane stabile, con circa una decina di casi accertati al giorno. Quello che sta spaventando Anzio e Roma è il secondo episodio di epidemia di chikungunya in Italia. Il primo caso si è verificato in Emilia Romagna dieci anni fa. "In quel caso - ha spiegato Rezza - c'era un focolaio ben definito, concentrato in due paesi limitrofi. Ci furono strascichi che arrivarono a Bologna e registrammo nuovi casi fino ai primi di ottobre. Ma lì si intervenne pesantemente e la situazione è tornata alla normalità".