Tenta di uccidere il figlio di nove anni e si toglie la vita

Dramma familiare in provincia di Pisa. L'uomo, un 43enne, ha usato una bombola di gas, il figlio di nove anni è fuggito in tempo. Nell'auto trovati alcuni biglietti in cui il padre spiega il gesto

Gravissimo dramma familiare in provincia di Pisa. Un uomo di 43 anni decide di togliersi la vita. Per mettere in atto il proprio piano si chiude in auto ed apre il rubinetto di una bombola di gas.

Nell'abitacolo insieme a lui c'è il figlio, un bambino di nove anni, che per fortuna riesce ad aprire la portiera in tempo e a salvarsi la vita. Il genitore, invece, muore. L'episodio si è verificato nella tardi mattinata di domenica a Montecatini Val di Cecina, nel Volterrano (Pisa).

Quando i soccorritori sono arrivati sul posto hanno trovato il corpo senza vita dell'uomo reclinato sul sedile posteriore dell'automobile. Nell'abitacolo alcuni messaggi in cui l'uomo spiega le ragioni del gesto. Il bambino è uscito dal veicolo quando l'auto era già satura di gas. Dopo essersi salvato ha dato l'allarme, suonando il campenello di una casa vicina al luogo del dramma.

Come scrive Il Tirreno i carabinieri hanno accertato che l'uomo aveva pianificato tutto. Sabato, infatti, aveva prelevato il figlio fuori dalla scuola, in provincia di Napoli, con l'impegno di riportarlo alla madre in serata. Non vedendo tornare l'ex marito con il figlio, la donna aveva denunciato la sottrazione del minore. Oggi l'amara scoperta.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Dom, 02/04/2017 - 16:33

Grande gioia per il bimbo, molta meno per il padre. AMEN.

Martinico

Dom, 02/04/2017 - 17:01

Altro caso di disperazione familiare. Per le statistiche uno in più... Niente su cui allarmarsi.

titina

Dom, 02/04/2017 - 18:48

Se il bambino è stato affidato solo alla madre ci deve essere stato un motivo valido, penso. Intanto con questo gesto il padre dimostra di non amare il figlio.

chebarba

Lun, 03/04/2017 - 08:40

"Al netto del sacrosanto desiderio paterno di vedere il figlio con regolarità e senza ignorare la difficoltà (e le lacune) della giustizia nel valutare le nuove sensibilità dei padri, la vicenda di Volterra è il segno evidente di una disperazione accecante che nasce dalla fragilità spaesata dell’identità paterna e insieme da una forma di narcisismo megalomane: ritenere un figlio parte di sé al punto da decretarne la tua stessa fine a eterno riparo dai soprusi (veri o presunti) del mondo"

chebarba

Lun, 03/04/2017 - 08:41

fortuna che il cucciolo non era poi tanto tale ed infatti svelto si è salvato

chebarba

Lun, 03/04/2017 - 08:44

1)mi spiace dirlo ma sono essere umano, prima che padri, privi di ogni struttura interiore e forza, è vero che ha avuto un divorsio avvilente e sicuramente non sereno, ma non ci si può sentire così spaesati dalla fine di un legame da perdere il lume della ragione e sfogare la propria tua frustrazione e odio, padre o madre che sei, sui figli.

chebarba

Lun, 03/04/2017 - 08:48

SI PARLA TANTO DEI DIRITTI DEI GAY, ECC ECC ADDIRITTURA CI SONO I PALADINI DEGLI ANIMALI, MA CHI DIFENDE I BAMBINI, ESSERE UMANI CHE HANNO DIGNITA' DA APPENA SONO CONCEPITI, CHI INCULCA NEI GENITORI IL CONCETTO CHE UN FIGLIO NON E' UNA COSA CHE CI APPARTIENE MA UN ESSERE UMANO IN SVILUPPO CHE IL NOSTRO ONORE E DOVERE E' AIUTARLO NEL SUO CAMMINO,RENDERLO UN UOMO O UNA DONNA VERI, DI AIUTARLO AD AMARE LA VITA, A REAGIRE ALLA VITA, A ESISTERE DAVVERO?? CHI FA CAPIRE CHE I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA LORO INFANZIA, AD ESSERE BAMBINI E NON PICCOLI OMETTI O DONNINE USATI COME GIOCATTOLI DAI GENITORI CHE PROPONGONO UNO STILE DI VITA NON ADATTO, O LI USANO COME PROPRI CLONI???