Tentato colpo di Stato a Seborga: principe revoca cittadinanza a due promotori di setta religiosa

Il piccolo centro dell'entroterra di Bordighera, in provincia di Imperia, dagli anni Sessanta del secolo scorso rivendica la propria indipendenza dallo Stato Italiano

La guerra per il "controllo" del Principato di Seborga, culminata nel marzo del 2016, con un tentato colpo di Stato, ad opera dei fratelli Nicolas e Martial Mutte, fa due "vittime". Si tratta di Stéphane Ravel D'Estienne e Marie-Dominique Debail, ai quali il principe Marcello I (al secolo Marcello Menegatto), ha revocato la nazionalità con effetto immediato per avere messo a disposizione dei fratelli francesi alcuni immobili nel piccolo centro dell'entroterra di Bordighera, in provincia di Imperia, che dagli anni Sessanta del secolo scorso rivendica la propria indipendenza dallo Stato Italiano. I due, tra l'altro risultano essere anche i promotori di una setta religiosa (Nostra Signora d'Alvenia) della quale, negli ultimi anni, si sono più volte occupate le forze dell'ordine italiane e francesi e varie autorità religiose e realtà associative. "Da più di due anni, senza alcun titolo per farlo e senza la benché minima legittimazione, i fratelli Mutte e alcuni loro collaboratori francesi e africani - dichiarano dal Principato - hanno continuato ad agire parallelamente al nostro Principato, svolgendo incontri e stringendo accordi con varie personalità politiche anche di alto livello di vari Paesi dell'Africa e dell'Europa dell'Est". E poi. "Da due anni il Principato ha denunciato nelle opportune sedi come probabilmente tali azioni dei fratelli Mutte nascondano in realtà finalità poco chiare e illecite, informando tempestivamente già da aprile 2016 le autorità di polizia italiane e francesi. Malgrado tutti gli sforzi profusi, ad oggi non è stato ancora possibile porre fine all'attività di queste persone, che è gravemente dannosa non solo per il Principato, ma per Seborga nel suo complesso". Più volte la Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato si è recata a Seborga per raccogliere informazioni sulla vicenda. "Abbiamo ricevuto più segnalazioni da parte di singole persone, in modo particolare dalla Francia, che ci avvertivano della pericolosità di questi individui - aggiungono -. Siamo a conoscenza del fatto che il Ministero degli Affari Esteri italiano sia al corrente del tentativo di questo gruppo di persone di instaurare relazioni diplomatiche ufficiali con altri Paesi, in modo particolare, recentemente, con la Repubblica del Ghana, con la quale abbiamo avviato un dialogo per far emergere la verità". E ancora: "Il fatto che Stéphane Ravel D'Estienne e Marie-Dominique Debail abbiano messo alcuni loro immobili siti a Seborga a disposizione di questo gruppo di persone è un atto gravissimo: in primo luogo perché è stato compiuto volontariamente, peraltro con motivazioni assurde; in secondo luogo perché a questo punto i fratelli Mutte hanno in effetti la possibilità di vantare una sede a Seborga, e questo costituisce un elemento di potenziale credibilità di queste persone ad occhi terzi, oltre che un tentativo di insediarsi fisicamente nella nostra Comunità". Il Principato si è già rivolto in questi giorni alle autorità, alle quali nuovamente ha richiesto di intervenire per arginare una situazione complicata che si trascina da ormai troppo tempo e che mette a rischio la reputazione del piccolo centro della Riviera Ligure di Ponente.