Terremoto, assessore Marche: "Troppo freddo per restare sul territorio"

L'assessore alla protezione civile della Regione Marche, Angelo Sciapichetti: "La scorsa notte ci sono stati 2-3 gradi e l'arrivo della neve è imminente. Dormire nelle tende è impensabile"

Temperature sempre più basse in Umbria e nelle Marche, nelle zone colpite dall'ultimo terremoto. "La situazione è drammatica - dice l'assessore alla Protezione civile della Regione Marche Angelo Sciapichetti -. Ci sono Comuni che hanno perso il 90% delle case, siamo ad un livello disperato: c'è un'intera comunità, che corrisponde all'alto maceratese, che ha perso tutto, ci sono intere frazioni dove le abitazioni sono state rase al suolo".

"Bisogna ricollocare circa 4-5mila persone - prosegue -. La priorità in questa fase è riuscire a convincere i cittadini a trovare un alloggio autonomo o negli alberghi lungo la costa o nelle strutture agibili in zone limitrofe. La scorsa notte ci sono stati 2-3 gradi e l'arrivo della neve è imminente: dormire nelle tende è impensabile".

"Molte persone hanno paura che spostandosi non potranno più tornare, ma non è così: c'è l'assoluta garanzia che si tratterà di un allontanamento temporaneo, perché questi borghi verranno ricostruiti - assicura Sciapichetti -. Sono però necessari i tempi tecnici per la costruzione delle casette: si stima che ci vorranno 6-7 mesi per la costruzione".

"Oggi continuiamo gli incontri con i sindaci e la popolazione - aggiunge - per convincere i cittadini a spostarsi, perché purtroppo in questo momento non sono possibili soluzioni alternative". Drammatiche le conseguenze del terremoto anche sull'economia. "Queste zone vivevano di turismo, oggi tutte le attività sono in ginocchio: i piccoli negozi, i ristoratori, gli agriturismi, gli allevamenti, sono tutti chiusi o devastati. C'è un problema serio, i danni sono ingentissimi".

Commissioni grandi rischi: probabili nuovi problemi

I fenomeni sismici che tra agosto e ottobre hanno devastato il centro Italia non solo non ha esaurito la sua spinta, ma potrebbe propagarsi con la stessa intensità anche nelle zone limitrofe, perchè inserito in un evento che in passato ha già manifestato la sua violenza nell’intera area. Lo rivela la Commissione grandi rischi, tornata a riunirsi d’intesa con il dipartimento della Protezione civile dopo le forti scosse del 26 ottobre registrate tra Umbria e Marche.