Terremoto, il riconoscimento dei corpi. Nel centro per bambini un obitorio a cielo aperto

In un centro estivo per bambini è stato allestito un obitorio a cielo aperto. Il via vai dei parenti per capire se tra le vittime del terremoto ci sono i loro familiari

Fino all'altro ieri era un posto pieno di vita, con decine di bambini che scorrazzavano qua e là. Oggi il centro estivo di Amatrice è un obitorio a cielo aperto. La struttura ospita le salme di chi non è sopravvissuto al terremoto che ha colpito nella notte di ieri l'Italia centrale. Alle otto di mattina la fila di persone è già lunga. Sono i parenti dei dispersi: sono davanti all'ingresso in attesa di poter scoprire se tra le salme ci sono i loro familiari. I corpi fino a ieri erano in un garage, ma dopo qualche ora l'odore era diventato troppo forte e si è deciso di evacuarlo.

Una ad una le salme sono state trasportate all'interno del centro per bambini. I corpi però sono troppi e la Protezione Civile si sta attrezzando montando delle tende fuori dalla struttura per i cadaveri che arriveranno. In un angolo un cartello bianco con le lettere scritte con pennarelli colorati ricorda la vita. C'è scritto "Centro Estivo". Ricorda quello c'era fino a due giorni fa e che ora non c'è più, portato via insieme alle oltre 200 vite spezzate.

La gente si avvicina al centro e chiede di vedere le salme. Una donna ha uno smartphone in mano. Sullo schermo l'immagine di un suo caro: "È di tre giorni fa, era al mare. Lo avete visto?". I volontari in questi giorni hanno visto sin troppi corpi. Accompagnano parenti e amici delle vittime all'interno della struttura, per il riconoscimento dei corpi. Chi non trova i propri cari scappa in ospedale, sperando di poterli trovare ancora in vita.

"Ci sono anche i due fratelli che erano qui in vacanza dai nonni", racconta un ragazzo all'Huffington Post. La madre e il padre dei due bambini in pochi attimi hanno perso genitori e figli. Da Milano sono accorsi ad Amatrice. Un ragazzo piange per la morte di suo fratello. Come loro, tantissime persone sono disperate: tutti piangono qualcuno. Tra i sacchi bianchi e le celle frigorifere il cartello colorato ricorda la vita. Ma in certi momenti ricordare diventa più difficile.