"Un terremoto 'selettivo'. Finanziamenti finiti anche a chi non ha danni"

La protesta di un sindaco

«Questo terremoto è stato "selettivo", certi comuni dentro il cratere non hanno avuto danni ma hanno aiuti e agevolazioni, non pagano le bollette, mentre quelli fuori davvero colpiti non hanno diritto a niente. Mancano criteri oggettivi per i finanziamenti, legati alle reali conseguenze del disastro». Il senatore Remigio Ceroni è coordinatore di Forza Italia nelle Marche e sul dopo-sisma ha vigilato sin dall'inizio.
Ha anche fatto diverse denunce e proteste.
«Il 12 luglio ho presentato un'interrogazione al governo sulla questione degli sms solidali, senza avere risposta. Era chiaro che i fondi venivano usati in modo distorto: i cittadini volevano contribuire a far arrivare alle popolazioni colpite cibo, coperte, brande, roulotte. Mica finanziare strade, piste ciclabili o eliporti. Ma per gli interventi di prima necessità ai sindaci non è arrivato nulla, come dice quello di Amatrice, Pirozzi».
In che cosa si è sbagliato?
«Primo: ricorrere al commissario, mentre l'emergenza potevano gestirla presidenti delle Regioni e comuni. Secondo: una strana delimitazione del cratere, che finanziava tutti senza distinzione. Bisognava fissare dei parametri: ad esempio, per danni oltre il 30 per cento certe agevolazioni, per danni minori meno aiuti».
Lei è anche sindaco di Rapagnano (Fermo): chi non doveva avere i fondi e li ha avuti?
«Il mio comune è fuori cratere, ma il palazzo comunale è stato danneggiato, per i tecnici è inagibile e è stato finanziato l'intervento. Tutto certificato. Ma so di una chiesa di Pesaro, cui il sisma non ha fatto nulla e ha avuto i fondi e di interventi curiosi come a Senigallia o Porto Sant'Elpidio. Si accontentano tutti, soprattutto chi è amico politico o chi urla di più. In clima preelettorale si vedono davvero cose assurde».
Per esempio?
«Per gli sfollati sono stati offerti mille appartamenti nuovi, invenduti, ma invece di utilizzarli sono state ordinate le casette al Consorzio Nazionale Servizi (Cns), colosso delle coop di Bologna, che ha avuto un appalto milionario dalla Consip su cui indaga l'Anac. Poi ha anche subappaltato e intanto nella nostra regione sono arrivate poche decine di abitazioni finora, sulle 1800 che erano attese».
Nelle Marche potranno accedere ai fondi 87 comuni terremotati e 13 che non lo sono, ma potrebbero fare la parte del leone perchè industrializzati. Le risorse vengono distribuite male?
«Sono scarse e non vengono trasferite, lo Stato paga in ritardo anche i debiti con gli hotel che hanno ospitato i terremotati o i ristoranti che hanno sfamato i vigili del fuoco, come la trattoria di Pieve Torina, che ha anticipato pasti per 140 mila euro e ora rischia di chiudere. Poi, invece, ci sono 400 milioni pronti per gli interventi di viabilità e l'Anas non fa i lavori».