Aquila nera: gli arrestati e i loro ruoli

C'era chi era addetto alla selezione degli adepti, chi preparava rapine ai supermercati e chi, infine, si dichiarava disposto a compiere attentati

Stefano Manni, 48 anni, originario di Ascoli Piceno e residente a Montesilvano (Pescara), è parente di Gianni Nardi, membro di Gladio morto misteriosamente a Maiorca. Manni è ritenuto dagli inquirenti il "capo indiscusso" dell'associazione "Avanguardia Ordinovista" e si occupava principalmente "del reclutamento degli adepti e della loro formazione". 

Luca Infantino: alter ego di Manni, 33 anni. Secondo gli inquirenti, "condivide ogni aspetto strategico delle condotte volte al proselitismo, le verifiche di nuovi associati, la programmazione di azioni violente, la realizzazione di un disegno politico formale parallelo".

Marina Pellati, 49 anni e compagna di Stefano Manni. Nata a Varese, aveva il compito di "effettuare proselitismo soprattutto sui social".

Katia de Ritis, 57 anni, di Lanciano: "nell'ultimo periodo dell'indagine si è spesa per individuare obiettivi fisici da colpire e canali per il reperimento di armi da fuoco e per i contatti con altri gruppi operativi". 

Luigi di Menno di Bucchianico, 47 anni. Con gli altri membri di "Avanguardia Ordinovista" condivideva la necessità di "un intervento violento contro personalità dello Stato".

Franco Grespi, milanese di 52 anni, "si è occupato del reperimento di esplosivi e di armi da fuoco, per le quali ha intessuto contatti con i fornitori stranieri; ha dato la disponibilità per essere l'esecutore materiale dell'attentato a Marco Affatigato e per rapine presso supermercati e abitazioni private".

Ornella Garoli, 53 anni, nata a Milano e residente a Gorizia, "ha operato sopralluoghi presso supermercati abruzzesi finalizzati alle rapine e si è presentata a essere una delle persone che dovevano compiere rapine alle abitazioni".

Piero Mastrantonio, 40 anni, e Monica Malandra, 42 anni, sono accusati di aver "sostenuto l'organizzazione dell'omicidio Affatigato".

Maria Grazia Callegari, 57 anni, avrebbe avuto il ruolo di "verificatore" degli aspiranti affiliati all'organizzazione.

Emanuele Pandolfina del Vasto, 63 anni, è accusato di aver messo a disposizione del gruppo "la capacità di organizzare rapine".

Franco Montanaro, 46 anni, e Franco La Valle, 51 anni, appartenenti all'organizzazione Confederatio, avrebbero dato la "disponibilità per compiere attentati".

Marco Pavan, 30 anni, è ritenuto un "affiliato operativo" dell'organizzazione. È cioè tra coloro che, secondo l'accusa, "con condivisione ideologica degli obiettivi nonché estendendo all'esterno il pensiero a fini di propaganda, hanno fornito disponibilità alle fasi operative di realizzazione del progetto".