Il "tesoro" di Craxi battuto all'asta per 271mila euro

Bolaffi ha aggiudicato all’asta, per 271mila euro, l’eredità di Bettino Craxi. Dipinti moderni, stampe, sculture e reperti archeologici di proprietà dell’ex presidente del Consiglio, tra cui i cimeli garibaldini, acquistati in blocco a 87.500 euro

Bolaffi ha aggiudicato all’asta, per 271mila euro, l’eredità di Bettino Craxi. Dipinti moderni, stampe, sculture e reperti archeologici di proprietà dell’ex presidente del Consiglio, tra cui i cimeli garibaldini, acquistati in blocco a 87.500 euro. Top secret l’acquirente, come privacy vuole: "Posso solo dire che non si tratta di una persona fisica - afferma Filippo Bolaffi, ad del Gruppo - e che la sua destinazione sarà probabilmente un luogo pubblico".

Nella raccolta garibaldina figurano alcune opere di particolare valore, come il busto in terracotta dell’Eroe dei due mondi di Ettore Ximenes (1882), il ritratto di Vittore Tasca "uno dei Mille" di Giovanni Carnovali detto il Piccio (1863) e l’acquarello dell’incontro di Teano di Sebastiano De Albertis della seconda metà dell’Ottocento. Insieme anche oggetti curiosi, come la scatola portaburro con il volto di Garibaldi e la fusione in bronzo della sua mano, e pezzi popolari quali le figurine Liebig con gli episodi della spedizione dei Mille. Grande ’battaglià in sala per il pugnale dell’VIII-VI secolo a.C. (Regno della Giudea) regalato all’allora presidente del Consiglio da Shimon Peres: a decine le offerte telefoniche da tutto il mondo. Il dono del premier israeliano alla fine vola in Francia, pagato 5mila euro. Tremila euro invece il prezzo di aggiudicazione del grande ritratto a china e acquerello su carta di Pietro Nenni, opera di Nani Tedeschi. I top lot dell’eredità Craxi sono stati la gouache di Alexander Calder ’The Wheel’, che ha realizzato 93.750 euro (diritti inclusi), acquistata da un gallerista italiano dopo decine di telefonate e rilanci da tutto il mondo, e il bronzo di Fortunato Depero ’Guizzo di pescè aggiudicato a 16.250 euro (diritti inclusi). "La risposta è stata ottima - ha detto ancora Bolaffi - dietro il successo dei lotti craxiani credo ci siano appassionati collezionisti e mercanti ma non nascondo possa esserci anche qualche nostalgico socialista".