«Tessitori di voce», un progetto per i malati

Mettono il loro tempo e la passione per la lettura a disposizione dei pazienti, per regalare momenti di svago, durante la degenza. A farlo sono i «Tessitori di voce». Volontari speciali, che leggono ad alta voce, brani accuratamente scelti, alle persone costrette a lunghi periodi di ospedalizzazione. Dopo una prima sperimentazione in cinque ospedali del Veneto, il progetto, ideato da Carlo Presotto, direttore artistico della compagnia teatrale La Piccionaia e promosso da Fondazione Zoé (Zambon Open Education), è approdato anche a Rozzano in Humanitas, dove è stato realizzato in collaborazione con Fondazione Humanitas, realtà già presente in tutte le degenze dell'ospedale, con i suoi 200 volontari impegnanti in varie attività di sostegno ai malati e loro familiari. L'iniziativa si inserisce fra gli eventi sostenuti dalla stessa Fondazione, in occasione della Giornata Nazionale del Sollievo 2015.

«Il programma dei Tessitori di voce - spiega Giuliana Bossi Rocca, presidente di Fondazione Humanitas - è una testimonianza concreta della filosofia e dell'operatività che anima la Fondazione. Possono essere riassunte in alcune parole chiave: attenzione alle necessità individuali del paziente e dei suoi familiari, riconoscimento concreto dei loro bisogni, realizzazione consapevole a garanzia di una continuità del servizio nel tempo, attenta professionalità e umanizzazione». L'attività parte con un piccolo gruppo di Tessitori che entra per la prima volta nel reparto Dialisi. L'obiettivo è sperimentare il progetto in una situazione in cui è assicurata una relazione continuativa con gli stessi pazienti che tornano in ospedale tre volte la settimana per la terapia. «La narrazione - aggiunge Salvatore Badalamenti, responsabile del reparto di Nefrologia e Dialisi - può aiutare i pazienti a recuperare il contatto con la realtà e allontanare dall'isolamento e dal silenzio che accompagnano spesso la permanenza durante il trattamento della dialisi. I Tessitori propongono il bello contro il silenzio». L'esperienza ha stimolato Fondazione Humanitas, ad allargare l'impegno anche in altri reparti. Per questa ragione ha preso il via il reclutamento di nuove leve.