"A testa bassa", una canzone per sconfiggere i bulli

Un 17enne della provincia di Cremona, vittima dei bulli quando era alle medie, combatte i suoi aguzzini con la musica

Quando frequentava la scuola media ha cominciato ad essere preso di mira dai bulli. Botte, insulti, provocazioni. E poi le lacrime, tante lacrime: l’unico strumento per sfogarsi in quel piccolo angolo di silenzio in cui si rifugiava ogni volta che i bulli tornavano a fare breccia nella sua vita.

Ma, racconta Michael Bernardoni, in arte Meid, “Il passato non è passato, se non lo hai dimenticato”. Perché lui, 17enne originario della provincia di Cremona, quel periodo buio non lo ha mai cancellato, ma ha iniziato a combatterlo. Il ‘come’ parla di una grande passione, quella della musica, perché alla prepotenza dei bulli che hanno cercato di piegarlo Michael ha risposto scrivendo una canzone.

È nato così A Testa Bassa, un brano rap che racconta la paura di essere vittima di bullismo e spiega l’importanza di non subire in silenzio (guarda il video). L’inizio di una missione, a soli 17 anni, quella di raggiungere tutte le persone che, come lui, si sono trovate rinchiuse nella morsa della prepotenza. E il risultato: una rivincita con le note di un brano che nel giro di pochi giorni dal lancio ha registrato migliaia di ascolti sul web. Lasciano il segno le parole del testo, che ripercorrono le dinamiche di un periodo difficile, pur senza attaccare i veri protagonisti dei gesti di violenza. “Resto qui nel buio che rifletto sul futuro, e nulla sembra più brutto di quello che mi ha distrutto. Mentre una lacrima scende sul mio viso, io penso che tu viva la tua vita sempre con il sorriso”. Forte, incisivo, e pieno di consensi. Un primo pezzo seguito da una serie di nuove canzoni, l’ultima uscita proprio in questi giorni.

Michael spiega che a scuola veniva preso di mira da alcuni ragazzi più grandi, che lo escludevano e lo facevano sentire diverso. “Quando ho cominciato a essere vittima di violenza - racconta il giovane cremonese - mi sono sempre chiesto se chi mi prendeva di mira piangeva, come facevo io”. Ma la cosa che fa più male, per Michael, è la consapevolezza di non essere stato aiutato da nessuno. “Quando hanno iniziato a “mettermi all’angolo” non ho avuto nessuno al mio fianco che mi aiutasse a reagire”. Da qui l’idea di scrivere una canzone. “Voglio che la mia esperienza diventi un monito a non arrendersi, a non sottovalutare il pericolo del bullismo, che per molti giovani rischia di diventare un incubo senza fine”. Poi la dedica del suo brano a tutti i giovani che soffrono in silenzio. “Questo pezzo è per noi, che dopo anni nel buio abbiamo finalmente trovato la luce. È per voi ragazzi, che siete stanchi del buio, che avete un mondo di cose da dire e avete bisogno di un mondo intero che vi stia ad ascoltare”. Una battaglia vinta, con l’arma del rap.