La toga che vuole l'Italia pura ​non usa l'incenso ma le manette

Da Mani pulite in poi il presidente dell'Anm ha un unico credo: non esistono innocenti, solo colpevoli da incastrare a tutti i costi

Le sue massime, poco importa se vere o verosimili, costituiscono ormai un genere letterario. E sono un metronomo dell'Italia da Mani pulite in poi. Piercamillo Davigo sta tutto in quelle parole, sempre in bilico fra suggestione e provocazione: «In Italia non ci sono troppi detenuti, ma troppe poche carceri». Una grammatica chiara: molti arresti, pene alte, zero pietà. Più detenuti e meno gente in giro. Il magistrato lombardo è in prima linea da una vita e non ha mai cambiato il suo metro di giudizio. Così tutti gli appiopparono una frase che in realtà fu pronunciata per la prima volta da Giuliano Ferrara: «Rivolteremo l'Italia come un calzino». Battuta disconosciuta e però perfettamente calzante sul Davigo-pensiero.
Sempre un metro avanti, sempre paradossale, sempre urticante e spiazzante. Era così ai tempi del Pool, quando gli fu attribuito un altro adagio - in compartecipazione con Marco Travaglio, come ha annotato sulla Stampa Mattia Feltri - «non ci sono innocenti, ma colpevoli ancora da scoprire». Oggi, vent'anni e passa dopo, non è più pm ma giudice, non è più a Milano ma a Roma, non sta più in tribunale ma in Cassazione. E però tutti questi sono dettagli, la sostanza è immutata. Quando c'è da polemizzare lui non si tira indietro, sempre sicuro di sé, con la sua visione dell'universo in bianco e nero. Senza tante sfumature. Così se Renzi accusa i pm di Potenza perché non arrivano a sentenza, toccando uno dei tanti nervi scoperti dell'azione giudiziaria, lui replica tranchant: «È colpa della prescrizione». Una spiegazione che fa felici girotondini, grillini e giustizialisti doc, ma che convince solo a metà. «La verità - spiega al Giornale un collega di Davigo - è che le cause di questa lentezza sono molteplici, ma un aspetto non può essere trascurato, anche se non se ne parla mai: ci sono pm che vogliono fare le inchieste, ma non i processi. In aula, a dibattimento, mandano magari un collega che non sa nulla di quello che è successo in precedenza e che deve ricominciare da capo».

Davigo non coltiva questo dubbio o non lo manifesta. È troppo innamorato di se stesso e impegnato a difendere il ruolo, anzi la missione che la legge gli ha affidato. A maggior ragione adesso che è diventato il potente presidente dell'Associazione nazionale magistrati, il temuto sindacato delle toghe tricolori. Dal palco della sua notorietà, il magistrato cita come esempio di inchiesta addirittura eroica quella su Abu Omar e i servizi segreti che a suo tempo aveva provocato scintille fra poteri e fra l'Italia e gli Usa. No, lui va dritto per la sua strada e tributa la standing ovation ad Armando Spataro, altro peso massimo della magistratura italiana, oggi procuratore a Torino. Allo stesso modo taglia con un colpo solo nodi aggrovigliati da un quarto di secolo. Interviene a gamba tesa sulle intercettazioni, oggetto di una querelle interminabile, più lunga di Beautiful. «È sufficiente - è la presa di posizione, disarmante, del neopresidente dell'Anm - la legge sulla diffamazione. Il resto è superfluo». Dove, oltre allo snobismo di chi neanche prende in considerazione le questioni sollevate da più parti, quel che conta è il non detto, per lui sottinteso: quando si captano con cimici e microspie le conversazioni altrui non serve fare gli schizzinosi. L'intercettazione è come il maiale: non si butta via niente. Quando l'ormai ex ministra Federica Guidi dice al fidanzato: «Mi hai trattato come una sguattera del Guatemala», e quelle parole così private e intime finiscono in pasto sulla tavola di milioni di italiani, quella per lui non è una violazione possibile della privacy, ma la spia di una relazione che interessa molto al magistrato, perché potrebbe illuminare il reato su cui s'indaga, in quel caso il traffico di influenze, lo sciagurato illecito introdotto qualche anno fa nel nostro codice. Conclusione: quelle parole possono essere divulgate senza problemi perché aiutano a dipanare la rete criminale.
Certo, i politici s'inalberano e parlano un giorno sì e l'altro pure di invasione di campo. Lui li lascia strepitare e di fatto replica riproponendo sempre lo stesso concetto: i giudici applicano le norme che i partiti hanno scritto. Se quelle leggi non vanno bene, basta riscriverle. Dove il non detto questa volta è lo scalino, alto, che separa i giudici dal Palazzo. I magistrati, nella concezione aristocratica del Pool, hanno il compito di purificare la società. Manca l'incenso, ma ci sono le manette. E c'è la corazza foderata con l'acciaio dell'autostima di chi si ritiene parte di un'élite che non deve chiedere permessi o lasciapassare a nessuno. Da questo punto di vista se Di Pietro era un super poliziotto, Davigo è il magistrato più magistrato che sia mai passato nella cittadella di Porta Vittoria. Attenzione: tirare in ballo le toghe rosse o quelle azzurre sarebbe fuorviante. La sacralità della toga non ha nulla a che fare con le categorie della destra o della sinistra; no, la toga, secondo questo schema, sta da un'altra parte, più in alto. E non deve contaminarsi con queste dinamiche.

Per la cronaca Davigo non è mai stato di sinistra; di sinistra nel Pool era Gherardo Colombo che poi ha lasciato la magistratura, è entrato nel cda della Rai ed è arrivato fino quasi a candidarsi a Milano come sindaco per la sinistra radicale. Davigo semmai era ed è di destra, ma la sua destra non si trova nella geografia del Palazzo. I suoi riferimenti sono lontani nel tempo: Cavour, il barone Ricasoli, la scrivania di Quintino Sella. È la destra storica, zero chiacchiere e tanto rigore. Mito più che realtà. E però per lui che è nato a Candia Lomellina, Lombardia piatta come un'ostia che un tempo era agganciata al Piemonte sabaudo, lo Stato dev'essere puro e smacchiato come un vestito, inflessibile con chi lo svilisce. L'unica ambizione di chi ne fa parte, dal magistrato al burocrate fino al funzionario, è quella di indossare la giubba del re, insomma dimostrare zelo e fedeltà. Fino a farne un programma di vita e il titolo di un saggio sulla corruzione. Se Di Pietro attaccava i Craxi e i Forlani con la bava alla bocca, il pane di Davigo, nella stagione gloriosa del Pool, erano i finanzieri che si erano venduti. È lui a contestare per la prima volta l'associazione a delinquere ai militari colti con le mani nel sacco e a perquisire il Comando generale in viale XXI Aprile a Roma. Una profanazione. Secondo lui un atto necessario per un Corpo che dovrebbe essere immacolato.
Torniamo sempre lì: estirpare il male, al fonte battesimale delle procure. E colpire le amnesie e le titubanze dei governi, Berlusconi o Renzi non fa differenza. Così Davigo bolla il nuovo presidente del Consiglio: definisce l'esecutivo «poco dialogante», liquida con una punta di fastidio l'uscita sulle troppe ferie dei magistrati. E, conversando con Repubblica, invoca gli agenti sotto copertura ammirati negli Usa dove ha scoperto i test di integrità: poliziotti coperti che offrono denaro ai politici: «Chi lo accettava veniva arrestato». Un modello che lui porterebbe subito in Italia.

Commenti
Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Lun, 18/04/2016 - 08:58

Tutti i problemi dell'Italia derivano dalla giustizia (avvocati inclusi). Il sistema è marcio perchè si è corporativamente opposto alla punizione di chi sbaglia, facendo si che le cosiddette mele marce contagiassero tutto il cesto. L'Italia è stufa di sentirsi dire i magistrati sono quasi tutti buoni, però ecc.. ecc. Se un sistema non funziona è colpa di tutti, anche di quelli buoni (per lo meno per omertà). L'immunità togata (nonchè un corpo forense fatto di avvocati "più uguali dei cittadini" rispetto alla legge) ha creato un sistema avulso dalla realtà e legittimizzato a continuare nella propria inefficienza senza correre alcun rischio, il tutto condito da stipendi assurdi.

Ritratto di gian td5

gian td5

Lun, 18/04/2016 - 09:01

Magari l'articolo voleva suggerire sentimenti opposti, devo dire però che dopo questa descrizione Piercamillo mi è diventato simpatico.

peter46

Lun, 18/04/2016 - 09:05

Zurlo...avrei voluto commentare ma...mi assicura che non sarà una perdita di tempo sia per il fatto che il commento non sarà pubblicato sia perchè fra poco anche il suo articolo sarà 'bannato'?Come i 2(due)ultimi precedenti.Aspettiamo fino alle 11(undici),poi...'riconosceremo l'impegno'.

Ritratto di Anna 17

Anna 17

Lun, 18/04/2016 - 09:13

Anche questo fa parte di quella magistratura progressista, che di progresso ha portato la parzialità nella giustizia. Se mani pulite, nata con l'idea di ripulire la politica da ladri e malfattori, avesse fatto il suo intrinseco lavoro verso tutta la classe politica, sarebbe stata da premio Nobel. Lo ha fatto salvaguardando la sinistra, diventandone il braccio armato per eliminare i nemici. Risultato la rovina del paese, degli italiani e correi nelle nefandezze sinistre. Complimenti Piercamillo.

Cheyenne

Lun, 18/04/2016 - 09:17

costui avrebbe da tempo bisogno di cure specialistiche

tonipier

Lun, 18/04/2016 - 09:41

"EGREGIO PRESIDENTE DEL CSM". Se la legge è uguale per tutti da dove incominciare a pulire il sistema corrotto? Lei di certo dovrebbe sapere quello che succede nella giustizia. Gli ITALIANI Le posso assicurare sono stanchi, molto stanchi di subire soprusi tutti i giorni. grazie

claudino1956

Lun, 18/04/2016 - 09:51

Zurlo ha dimenticato una citazione importante: sollecitato sulla lentezza della giustizia in Italia, Davigo ha risposto che la causa è l'eccessiva richiesta di giustizia dei cittadini che ingolfa le aule dei tribunali, e non la lentezza dei magistrati. Tradotto: fare giustizia è "cosa nostra", cosa vogliono questi cittadini che ci dicono cosa fare? Solo noi siamo depositari dell'azione penale e decidiamo noi cosa fare o no, lasciateci lavorare in pace!

Ritratto di gianky53

gianky53

Lun, 18/04/2016 - 09:55

Il sogno sarebbe di rivoltare lui come un calzino.

linoalo1

Lun, 18/04/2016 - 09:58

Cambiamo la Costituzione!!Inderiamo anche l'età massima per ricoprire una Carica Pubblica!!!Si eviterebbero,così,i problemi dovuti alla Demenza Senile e dalla Fossilizzazione delle proprie Idee!!Pensate ai benefici che avremmo se l'età massima fosse di 70 anni!!!!

redy_t

Lun, 18/04/2016 - 10:10

Io quando leggo queste cose di lui come di altri suoi sodali,per tirarmi un po' su vado ad ascoltarmi la canzone "Il gorilla" di De Andrè.Fatelo anche voi, vi sentirete (leggermente) meglio.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Lun, 18/04/2016 - 10:13

Salvo Palazzolo, leggo che sei palermitano, e relativamente giovane ed anche dalla tua fisiognomica accerto che sei fortemente setticemizzato da un ambiente tipico della tua formazione giovanile. Ti assolvo, per tanto, come assolvo Salvo Riina e Gianni e Totò per quanto concerne i loro vissuti, essendo stati vittime di uno Stato implacabilmente ottuso e di una fortuita cultura dei tempi. Di loro, raccolgo il temperamento forte e, sicuramente preoccupantemente a rischio. Ma, registro maggiormente una totale assenza da parte istituzionale nella capacità di gestire la Società. Le esternazioni di Salvo sopra riportate, sono fisiologiche e per nulla condannabili. Chi deve essere condannato è lo Stato che non ha saputo capire il Fenomeno e prevenirlo, oltre che curarlo, medicarlo, sanarlo. -riproduzione riservata- 9,30 - 15.4.2016

tonipier

Lun, 18/04/2016 - 10:13

" X NUBAORO" Dici bene, mentre per, (avvocati inclusi) da questi studi arriva la prima fase di corruzione verso la legge è uguale per tutti. Si tratta di posizione di miope autolesionismo scelta da ordini professionali nei quali prevalgono calcolatori, megalomeni, i quali, dimentichi dei doveri imposti dal mandato loro commesso, eludono la tutela dei rappresentati, strumentalizzano la carica in funzione di tornaconti, come occasione di accaparramento di affari giudiziali e stragiudiziali, di realizzazione di profitti.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 18/04/2016 - 10:22

D'accordo per una Italia "pura"! Ma siamo sicuri che in Italia esista una magistratura "pura" solo e unico presupposto per rendere l'Italia pura?? Stando alle cronache c'é molto da dubitare. Una magistratura totalmente autoreferenziale e pubblicamente divisa in correnti politiche non é solamente in contrasto con quanto previsto dalla costituzione ma é incompatibile con le pretesa di "purezza"!

giovanni951

Lun, 18/04/2016 - 10:45

bella quella dei poloziotti che offrono denaro ai politici, dovremmo farlo anche qui. In effetti, in italia, più che di manette ci vorrebbe del piombo.

vittoriomazzucato

Lun, 18/04/2016 - 10:48

Sono Luca. Se fosse di destra non rilascerebbe interviste a La Repubblica e ancora come mai quando si parla di magistrati non si dice che fanno parte della Pubblica Amministrazione. E dei funzionari della Pubblica Amministrazione quante cose si potrebbero dire. Ricevono lo stipendio dalla Stato e sarebbero gli unici tra i funzionari pubblici a non cadere tra le braccia della "Melina". GRAZIE.

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Lun, 18/04/2016 - 10:55

Davigo se vuole meno politica tra i magistrati inserisca IMMEDIATAMENTE la norma che nessun magistrato può entrare in politica per 5 anni dall'abbandono della toga ... Non toccherebbe i vostri "diritti acquisiti" (ma non per i normali cittadini) tipo: ferie, stipendi, pensioni. Ora non nascondetevi dietro "la legge è uguale per tutti" confondendo, ad arte, le persone con le cariche.

killkoms

Lun, 18/04/2016 - 11:13

avete visto l'esordio ad una trasmissione di una rete nazionale in un confronto con un noto giornalista?all'insegna del "io sono io e voi non siete un c()o"!

MassimoR

Lun, 18/04/2016 - 11:21

se penso a quante porcate fanno lui e i colleghi e che non pagano...vien la pelledoca

Trinky

Lun, 18/04/2016 - 11:28

quando i giudici avranno ancora la responsabilità civile sarà sempre troppo tardi

katy61

Lun, 18/04/2016 - 12:35

Zurlo....per me sei un mito....ti seguo sempre con grande interesse ,HAI SEMPRE RAGIONE! Il mio commento è questo ladri nelle case, attività commerciali ,assassini , violenti ,pestatori di vecchietti inermi, spacciatori, drogati assassini,ladri rom , TUTTI FUORI O ARRESTI DOMICILIARI...L IMPORTANTE è CHE GLI EVASORI PICCOLI O GRANDI CHE SIANO, VADANO DIETRO LE SBARRE. Questo è ciò che interessa all' Anm...

luna serra

Lun, 18/04/2016 - 12:40

per voi l'importate è non toccare i potenti ?

squalotigre

Lun, 18/04/2016 - 12:42

Trinky - i magistrati soprattutto quelli dell'accusa, che sono parte nel processo con rito accusatorio, ne più né meno dell'avvocato difensore, devono avere la responsabilità del loro operato non solo in sede civile ma anche penale. Davigo dice che basta il reato di diffamazione. Giusto, ma deve considerarsi diffamazione anche quando un PM diffama attribuendo all'imputato comportamenti non suffragati da alcuna prova. Si tratta di diffamazione giudiziaria, ma sempre di diffamazione ed atteggiamento calunnioso si tratta. E gli errori dovrebbero essere giudicati non dal loro collega ma da una giuria popolare in cui i togati avessero il solo compito di far rispettare la procedura senza esprimersi nel merito. Se sbaglio non vengo giudicato dal mio collega e ne rispondo con il mio patrimonio e con la mia libertà personale.

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Lun, 18/04/2016 - 12:44

Seconda cosa che può fare immediatamente è separare la magistratura inquirente, meglio sarebbe delegare ad altri (criminologi, carabinieri, sociologi, ecc.) molto più preparati di uno che ha studiato solo legge e vive in una torre d'avorio e non sa nulla di come gira la società reale. Il giudice dovrebbe solo fare il giudice.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Lun, 18/04/2016 - 12:51

Quando vedremo un vicepresidente CSM, 'picconatore', non della casa degli Italiani, bensì del tracotante criminale maniero delle toghe? -riproduzione riservata- 9,53 - 10.4.2016

Ritratto di drazen

drazen

Lun, 18/04/2016 - 12:56

Attenzione perché chi si vanta di essere puro prima o poi incontra uno più puro che lo epura!

agosvac

Lun, 18/04/2016 - 13:07

Io non farei una legge contro le intercettazioni ma a loro favore purché un qualsivoglia giudice che autorizza un'intercettazione venga a sua volta intercettato!!! In fondo se sono duri e puri come dicono di essere, che problemi dovrebbero avere ad essere intercettati in modo che la loro vita privata venga fuori come quella degli altri poveri disgraziati????? Per primo intercetterei questo nuovo Presidente dell'Anm!!!!!!!

precisino54

Lun, 18/04/2016 - 13:25

X gianky53 - 09:55; anni fa, era il tempo di mani pulite, questo impunito che indica sempre negli altri il problema, affermava che: “... occorreva rivoltare l’Italia come un calzino ...”. Ho il sospetto che da quegli anni poco sia cambiato, solo le facce di chi con maggior arroganza, e dicendosi superiore, ci ha portato allo sfascio, come il suo sodale di allora diceva di voler fare di un politico appena affacciatosi alla ribalta. Sempre altrove gli errori, mai a guardarsi al loro interno e fare atto di resipiscenza anche in presenza di negligenza conclamata. Una volta si rivoltavano i cappotti ed i vestiti come ripeteva spesso EB, ma il marcio in certe aule è forse aumentato.

agosvac

Lun, 18/04/2016 - 13:31

Egregia anna17, lei ha perfettamente ragione! Co "mani pulite" la magistratura italiana ha dimostrato tutti i suoi limiti che sono quelli di un'estrema politicizzazione di sinistra. Infatti di tutto si sono occupati tranne che fare pulizia nel Pci che era uno dei partiti più compromessi e che, invece, se l'è fatta franca!!! Tra l'altro una cosa che non sono mai riuscito a capire è: come mai hanno così tartassato Craxi lasciando incontaminato Giuliano Amato che di Craxi era il braccio destro e sinistro??? E' del tutto inconcepibile che Amato non sapesse niente di quel che facesse il suo mentore!

Accademico

Lun, 18/04/2016 - 13:32

Quando parla questo signore, non riesco a intelligerlo. Quando interviene in tv, per esempio, e prende la parola, ti aspetti che, a compimento del suo dire, ci sia una conclusione. Non c'è.

swiller

Lun, 18/04/2016 - 13:51

Cominci con i politici ci sono dentro quasi tutti.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Lun, 18/04/2016 - 14:14

Auguro di cuore a Davigo di rinverdire i fasti di quella straordinaria stagione di cui fu protagonista insieme con Di Pietro e Colombo. Non vedo altrimenti come gli italiani potrebbero riacquisire fiducia in questo Paese di m___@ e speranza in futuro meno terrificante, se non con in po' di galera agli infami responsabili dello sfascio.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Lun, 18/04/2016 - 14:20

@Nubaoro (08:58) Leggendo il tuo post secondo cui "Tutti i problemi dell'Italia derivano dalla giustizia" si riceve l'impressione che tu partecipi alla greppia della politica. Sono infatti i suoi indecenti rappresentanti, oltre a qualche imb___lle, che lo affermano. Trovo davvero singolare che tu non attribuisca alcuna responsabilità a cho governa -o ha governato il Paese. Fin che lo scrivi sui post va anche bene, ma penso tu rischi qualche improperio se lo dichiari apertamente.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 18/04/2016 - 14:32

«In Italia non ci sono troppi detenuti, ma troppe poche carceri». Verissimo ed incontestabile. Costruire carceri nuove. Altro che varare leggi svuotacarceri e poi lamentarsi che gli imputati finiscono subito a piede libero e nessuno finisce più in galera!

nonnoaldo

Lun, 18/04/2016 - 14:37

Davigo afferma che la lentezza dei processi è causata dai termini di prescrizione. Mi sembra un eclatante ossimoro! I termini di prescrizione dovrebbero anzi spingere il pm ad accelerare l'iter per giungere a processo. Nella realtà, sulla base di molti casi, si ha invece la sensazione che sia proprio il pm a voler giungere a prescrizione per non dover sostenere in un processo tesi e teoremi che fanno acqua quando non partoriti dalla sua fantasia. Conta inoltre sui media amici che provvedono a trasformare la prescrizione in una condanna ad usum populi.

precisino54

Lun, 18/04/2016 - 14:45

Forse pochi ricordano che mani pulite “prese corpo” dall’arresto del direttore del Pio Trivulzio, ma prima aveva visto la squallida vicenda del compagno “G” quello che a suo dire intascò il miliardo di Gardini parando il c. al partito di cui era segretario di sezione; chissà poi, a qual pro, uno squalo della finanza come RG diede ad uno sconosciuto travet quella “regalia”, che non forse qualcosa di personale? Come già dicevo nel mio precedente post nulla è cambiato ed infatti nei mesi scorsi ci ritroviamo nuovamente il predetto compagno “G” ed i suoi traffici, ma sempre beninteso per interesse personale. Per i distratti ricordo che del famoso “pool” un paio di soggetti entrarono successivamente in politica diventando, guarda caso, senatori di quella parte politica che evitarono di indagare.

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Lun, 18/04/2016 - 14:50

Infine gli avvocati potrebbero aiutare rinunciando ( .... magari "incoraggiati" da una legge) al compenso se perdono una causa, ed accettando che l'avvocato vincente debba essere SEMPRE e solo pagato dal soccombente come sancito dalla legge, prima che le toghe per aggirarla si inventassero il termine "compensazione"; per la serie è vero tutto ed il contrario di tutto.

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Lun, 18/04/2016 - 15:18

x tempus_fugit_888 .... dovrei parlare con la sua maestra che non le ha spiegato la differenza tra "derivare" ed "attribuire responsabilità", ometto citazioni etimologiche latine che sarebbero sprecate per lei. E' ovvio che senza politica lo sfacelo non esisterebbe (ci pensa già il popolino a dirlo al mercato) ma è altrettanto ovvio che ciò che lo rende "efficacie" è la collaborazione tra (in)giustizia e politica (le ricordo che il parlamento è colmo di avvocati e magistrati in aspettativa) il tutto condito dal voto di milioni di imbecilli che fanno i moralisti e poi danno il voto al politico di turno per avere il "posto".

dakia

Lun, 18/04/2016 - 15:22

dakia. L'ho visto in un approfondimento della gruber,mi è piaciuto il suo poco chiacchiericcio, non rispondere alle provocazioni dei soliti invitati sinistroidi e mi piace, abbiamo molta necessità di uomini di detta tempra. Anche se alla blogger che solitamente mi cestina non piace come la penso, ma per cestinare deve leggere ed è bene che "il giornale" ci dica da quale parte è, la mia parte è notoria.

roberto.morici

Lun, 18/04/2016 - 15:24

"Per noi (.....) la questione delle prove non esiste; è, anzi, una questione stupida". Così disse il "miserabile mandolinista" e si spera che rimanga quello che è: una criminale farneticazione.

tonipier

Lun, 18/04/2016 - 15:42

"PER NUBAORO" Non ti sei sbagliato per niente... Il prestigio della funzione giurisdizionale è stato largamente compromesso non soltanto dall'esempio di corruzione che la degenerazione sindacalpartitocratica ha diffuso in tanti settori della vita sociale, ma anche dai criteri di selezione dei magistrati.

Ritratto di Nubaoro

Nubaoro

Lun, 18/04/2016 - 15:56

xDAKIA ..... credo che lei si riferisca all'intervista allucinante, non solo per l'impostazione agghiacciante del rappresentante dei magistrati, ma ancor di più per l'atteggiamento di sudditanza tenuto stoicamente dai giornalisti (i "prostrati" mieli e gruber) condito con manifestazioni esplicite di simpatia. La loro vis polemica si è scatenata quando davigo ha detto (più volte) che per le fughe di notizie provocate dei magistrati dovrebbero essere accusati di diffamazione i giornalisti e loro hanno furiosamente protestato alzando "ferocemente" un sopracciglio (in due) .... Viva la libertà d'opinione.

tonipier

Lun, 18/04/2016 - 16:10

" LA INCERTEZZA DEL DIRITTO" Nella legislazione italiana, soprattutto in quella che maggiormente incide sulla sfera dell'autonomia individuale, sulla sfera di libertà del cittadino, i principi ed i criteri ispiratori della certezza del diritto sono caduti in desuetudine, anzi sono stati sovvertiti dalla codificazione del più lato potere discrezionale nella pratica applicazione delle leggi, codificazione che ha determinato la erosione del mito della certezza del diritto e, di conseguenza, la possibilità di elusione dei doveri di correttezza, di integrità morale da parte di pubblici funzionari, precostituendo in tal modo occasioni e modalità di corruzione, di favoritismi, di nepotismi.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 18/04/2016 - 16:19

x tempus_fugit_888.. I politici saranno/sono sicuramente in gran parte "indecenti" ma la loro indecenza direi che grandemente aiutata a essere sempre più indecente da certa magistratura e avvocatura non meno indecenti. Con una piccola differenza quantomeno, i politici sono eletti e possono/potrebero essere mandati a c, i magistrati no e sono a tutti gli effetti una casta autoreferenziale sopra e al di là della legge!

tonipier

Lun, 18/04/2016 - 16:43

" IL DECLINO DEI VALORI DELLA AVVOCATURA" Il contagio della irrazionalità massuale è stata la causa principale di dismissione delle prerogative di dignità della avvocatura, inficiata dal consolidarsi di schiere di avventurieri, di megalomani, di riluttanti alle esigenze di arricchimento educativo e culturale, di arrampicatori sociali, di mestieranti proclivi alla ricerca di procacciatori di affari, alla pratica della senseria e dell'intrallazzo, all'esperimento di insidie in danno di meritevoli e onesti.

roberto.morici

Lun, 18/04/2016 - 17:15

@squalotigre(12,42) e Nubaoro(12,44). Nel corso dei miei troppi anni ne ho viste e sentite troppe ed ogni colore. Il mio nonno paterno soleva ripetermi che "solo chi ha visto poco si meraviglia molto". Il vostro ammirevole idealismo è riuscito a scuotermi...un pò.

tonipier

Lun, 18/04/2016 - 17:25

"POTREBBE ESSERE LA VOLTA GIUSTA?" Il naturale impulso dell'uomo volge e si indirizza alla ricerca di attuazione di un ordine politico idoneo ad assicurargli una condizione di vita indenne da motivi di turbamento e di panico.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 18/04/2016 - 17:36

x tempus_fugit_888.. I politici saranno/sono sicuramente in gran parte "indecenti" ma la loro indecenza direi che grandemente aiutata a essere sempre più indecente da certa magistratura e avvocatura non meno indecenti. Con una piccola differenza quantomeno, i politici sono eletti e possono/potrebbero essere mandati a casa dagli elettori, i magistrati no e sono a tutti gli effetti una casta autoreferenziale sopra e al di là della legge!

luciano32

Ven, 22/04/2016 - 13:50

Mi sono piacute moltissimo le interviste o i commenti su cosa dice Davigo di due grandi garantisti excapo CSM e attuale Napolitano e Mattarella, o forse non hanno detto niente??? Strano il primo parla su tutto e tutti!!