Trapianti anche fra vivi, sì della Camera alla legge

Il testo passa al Senato. Sarà possibile per una parte di polmoni, pancreas e intestino. La relatrice Rizzoli: "Voto di grande valore sociale". <a href="http://www.ilgiornale.it/sondaggio_1a.pic1?PID=329"><strong>Cosa ne pensi? Di' la tua</strong></a>

Via libera alle donazioni di organi tra viventi. Sarà consentita anche in Italia la donazione, ovvia­mente a titolo gratuito, di parti di polmone, pancreas e intestino co­me avviene già in alcuni paesi eu­ropei, in Usa ed in Giappone. Resta assolutamente vietata la com­pravendita.

Il testo, composto da due soli articoli, è stato approvato ieri dall’Aula di Montecitorio e ora passerà all’esame del Senato dove comunque siprofila un’am­pia convergenza per una rapida approvazione. Fino ad ora nel no­stro paese era possibile donare soltanto un rene e parte del fegato anche a causa dell’articolo 5 del codice civile, che vieta la disposi­zione di atti del proprio corpo «che cagionino una diminuzione permanente dell’integrità fisica». Nel ddl si prevede quindi la mo­di­fica di questa norma con le stes­se precauzioni e garanzie che so­no previste in caso di donazione del rene.

La relatrice del provvedimento, Melania De Nichilo Rizzoli, Pdl, ha spiegato come nel testo finale siano confluite tre diverse propo­ste di legge, quelle di Giuseppe Pa­lumbo, Pdl, Paola Binetti, Udc e Anna Miotto, Pd. Dunque un’ini­ziativa bipartisan per disciplinare «una materia di grande valore so­ciale ed umanitario», ha osserva­to la De Nichilo Rizzoli. La dona­zione in deroga all’articolo 5 sarà consentita ai genitori, ai figli, ai fra­telli germani e non germani (i «fratellastri») che siano mag­giorenni.

Nel caso in cui il pazien­te non abbia parenti diretti o che comunque non siano idonei la do­nazione sarà aperta anche a pa­renti o donatori estranei. La possi­bilità di donare parti di questi or­gani rappresenta un passo avanti soprattutto nella cu­ra di alcune terri­bili malattie che colpiscono in particolar mo­do i bambini come la fibrosi cisti­ca. Ci sono centinaia di giovani in attesa di una donazione. I malati in attesa di trapianto erano, al 31 dicembre 2011, 382 per il polmo­ne, 238 per il pancreas e 23 per l’in­testino. Gli organi a disposizione sono pochi ed i tempi di attesa di solito superano i due anni. Un’at­tesa che purtroppo in molti casi è davvero troppo lunga per le preca­rie condizioni del paziente che muore nell’11 per cento dei casi prima di riuscire ad avere la possi­bilità del trapianto. «La fibrosi ci­stica porta ad una insufficienza re­spiratoria progressiva e porta alla morte molti di questi pazienti ­spiega la De Nichilo Rizzoli - Una volta si doveva trapiantare in que­sti pazienti il blocco cuore polmo­ni mentre negli ultimi anni si tra­piantavano soltanto due polmo­ni. Ma volevo sottolineare la po­tenzialità maggiore ed il miglior esito nel trapianto di una sola par­te di polmone ». Quindi, aggiunge, grazie ai progressi della medicina «donando un solo lobo polmona­re­non si hanno complicanze clini­che neppure per il donatore».

«L’approvazione di questo te­sto significa davvero molto anche per il fatto di arrivare all’esame dell’aula al termine di una tornata elettorale piuttosto complessa se­gnando l’unità, la convergenza e la condivisione di valore tra tutte le parti politiche- dice Paola Binet­ti - La sensibilità di tutti è concen­trata a t­utela della vita delle perso­ne e di quell’atto di particolare ge­nerosità che è la donazione da vi­vente ». Anche per Palumbo que­sto testo oltre a rappresentare «un passo avanti da un punto di vista scientifico e medico per il nostro paese» riveste una particolare im­portanza per la diffusione di un messaggio nei confronti dell’im­portanza della donazione.

Commenti

idleproc

Mer, 09/05/2012 - 18:31

Devono averlo concordato con la BCE, la FED e l'FMI. Il c. non te lo espiantano, quello te lo lasciano per poterlo usare.

Barnaba

Mer, 09/05/2012 - 22:22

Anni fa avevo saputo di famigliari che avevano donato uno dei due reni (entrambi sani) ad un famigliare con i reni ammalati; mi sembrarono atti molto positivi. Ma l'art. 5 del Codice civile che vieta la disposizione di "parti" del proprio corpo "che cagionano una diminuzione permanente dell'integrità fisica", era e rimane assolutamente valido. Il corpo è un bene ricevuto e noi non abbiamo il diritto di alienarlo né di acconsentire a una "diminuzione permanente dell'integrità fisica", neppure per donazioni a consanguinei più o meno vicini. Quanto poi alla donazione, che diventerebbe possibile, da "donatori estranei", "ovviamente a titolo gratuito, di parti di polmone, pancreas e intestino", chi controllerà che così avvenga in tutti gli ospedali e le cliniche d'Italia, tanto più in questo tempo di crisi?

stefanopiero

Gio, 10/05/2012 - 16:59

In tempi come questi si scatenerà un mercato osceno di organi. Piuttosto che suicidarmi mi vendo un rene. Ricevuta seconda bolletta del gas in due mesi, totale 2230 euro, di cui 900 di tasse. Se fossi disperato certo che potrei vendermi un organo.