Trasportano i migranti col veliero: in manette tre ucraini

Operazione di Polizia e Gdf dopo l'ennesimo sbarco sulle coste calabresi. In manette tre ucraini. La nave salpata dalla Turchia, il viaggio costato 5mila dollari a "passeggero"

Dalla Siria alla Calabria, via Turchia, a bordo del veliero, arrestati gli scafisti che hanno sbarcato trentanove migranti sulle coste italiane nella notte tra venerdì e sabato scorso. Sono tre uomini di nazionalità ucraina, incastrati dalle dichiarazioni di alcuni dei profughi.

I tre presunti scafisti sono stati arrestati dopo un’operazione congiunta tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza al largo delle coste di Crotone. Erano a bordo di un veliero battente bandiera americana che è stato intercettato grazie al pattugliamento dell’area con gli elicotteri. Si tratta di tre persone tra i 33 e i 39 anni, tutte provenienti dall’Ucraina.

A incastrarli sono state le rivelazione fatte da alcuni dei migranti agli inquirenti all’indomani dello sbarco, avvenuto a bordo di un gommone sulla spiaggia del centro di Isola di Capo Rizzuto. Devono rispondere dell’ipotesi di reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

I migranti erano in trentanove, per lo più siriani ed iracheni. Tra di loro ci sarebbero numerosi minorenni. Come riporta una nota delle forze dell’ordine, però, non tutti hanno voluto collaborare con gli inquirenti temendo ritorsioni da parte degli stessi scafisti e dell'organizzazione di cui farebbero parte.

Dalle indagini è emerso che l’imbarcazione a vela sarebbe partita cinque giorni prima dalla Turchia, diretta all’Italia. Per ogni “passeggero” gli scafisti hanno preteso la somma di cinquemila dollari.

Che nel business dell’immigrazione ci stessero entrando anche le organizzazioni criminali dell’Est, e precisamente quelle composte e dirette dagli ucraini, lo aveva già svelato dalla Dia che, nell’ultima relazione semestrale al Parlamento ha lanciato l’allarme sui nuovi affari delle cosche straniere.