Travolse una donna incinta e suo figlio, la procura chiede una condanna a 3 anni

Per la parte civile bisognerebbe condannare a 10 anni il giovane che guidava l'auto in velocità su viale Famagosta a Milano

Con la sua auto travolse e uccise una donna egiziana al settimo mese di gravidanza e il suo bambino di 4 anni. Oggi la Procura di Milano ha chiesto una condanna a 3 anni, senza sospensione della pena e senza attenuanti, per il giovane di 29 anni che causò l'incidente nell'ottobre del 2013, in viale Famagosta, a Milano. La parte civile vorrebbe una condanna a 10 anni di carcere.

Come era emerso con il deposito di una perizia cinematica e come riportato nell'imputazione formulata dal pm Marcello Musso, il giovane, Roberto Andrea Luciano, accusato di omicidio colposo e procurato aborto, quando investì la donna incinta e il bimbo stava viaggiando con la sua auto di sera e in una strada bagnata per la pioggia ad una velocità di circa 100 km/h, quando il limite in quel tratto è di 50 km/h.

Nel processo, che si sta svolgendo con rito abbreviato davanti al gup Roberto Arnaldi, l'avvocato Domenico Musicco, che rappresenta il marito e papà delle vittime, ha chiesto che l'imputato venga condannato a "10 anni di reclusione per triplice omicidio con dolo eventuale". Secondo il legale, anche presidente dell'Avisl (Associazione vittime della strada, sul lavoro e malasanità), infatti, il giovane "non solo non ha mai chiesto scusa, ma viaggiava a velocità folle su quella strada bagnata".

La difesa dell'imputato, invece, ha chiesto l'assoluzione, dopo che nella scorsa udienza, a novembre, il giudice ha respinto una proposta di patteggiamento a un anno e 8 mesi con la sospensione condizionale, non ritenendola congrua.

Tutto si è verificato nel tardo pomeriggio del 20 ottobre 2013. La donna fu colpita dalla parte anteriore sinistra della macchina e il bambino, Roumando, era stato sbalzato via per circa 40 metri.

Tanto che i soccorritori si resero conto del piccolo solo un'ora dopo, quando il padre giunto nell'ospedale in cui di lì a poco sarebbe morta la moglie e il bambino che portava in grembo, si allarmò non vedendo l'altro figlio.

La sentenza è attesa il prossimo 24 luglio.