Tre generazioni e sempre la stessa pelle

Cinque trentenni alla guida della storica azienda fiorentina Pronti a lanciare la nuova collezione di borse di lusso

Si chiama «Bianchi e Nardi 1946» ed è il nuovissimo marchio di pelletteria di lusso appena presentato a Milano. L'azienda fiorentina «Bianchi e Nardi», nata nel 1946 dall'intuizione di due artigiani pellettieri – Mario Bianchi e Aldemaro Bianchi – amici anche nella vita, si rinnova ora alla terza generazione, cedendo il testimone ai cinque giovani eredi del fortunato brand che da sempre rappresenta una delle migliori realtà del nostro made in Italy: Laura, Alessandro e Andrea Nardi e Giulia e Gabriele Bianchi, ciascuno con una propria mansione. Laura Nardi, presidente dell'azienda a soli trent'anni, dopo una laurea in ingegneria e una breve esperienza formativa altrove, oggi dà il via a questa nuova sfida di famiglia (insieme ai fratelli e ai soci) con l'obiettivo di unire finalmente le due storiche anime della Bianchi e Nardi, produzione e B to B. Nasce così la prima linea di borse di lusso con una propria personalità. Appena insediato il nuovo consiglio di amministrazione ha infatti preso la decisione di sbarcare sul mercato del luxury con un proprio brand, pur continuando a produrre per conto dei grandi gruppi mondiali del lusso.

La collezione «Bianchi e Nardi 1946», nella quale forme, materiali pregiati e lavorazioni si uniscono in un prodotto d'alta gamma, emblema della qualità e della tradizione pellettiera fiorentina, è simbolicamente dedicata ai grandi personaggi del nostro Paese: artisti e celebri scrittori come Manzoni, Dante, Biggi, Bartoli e Canova hanno infatti «prestato» il loro nome ad alcuni modelli di borse dal carattere unico e audace. Come unici e audaci sono i colori che ricordano il verde dei boschi, delle campagne e delle colline toscane, insieme ai vellutati cieli blu indaco del Centro- Nord, mentre la trama organica della corteccia degli alberi si trasforma idealmente nella pelle di coccodrillo, dando vita al primo tema di stagione in assoluto: il «Forest». Alessandro e Andrea Nardi si occupano di stile e produzione, e sono dunque gli autori veri e propri della collezione, mentre Gabriele Bianchi è responsabile amministrativo e Giulia Bianchi è responsabile dell'ufficio legale. Tutti e cinque si aggirano intorno alla trentina. «In famiglia vige la regola che arrivati ai sessant'anni di età si debba cedere il testimone ai figli, dando spazio alle generazioni future. A volte può dispiacere ma è questa la chiave del nostro successo», spiega Giulia Bianchi e aggiunge: «È così da sempre, addirittura mio nonno Mario, pur di restare in azienda e continuare a lavorare – la sua passione e ragione di vita – una volta lasciate le cariche ufficiali si fece riassumere come operaio...». Tutto è infatti cominciato allora, dalla stima reciproca che legava fra loro due amici come Mario Bianchi e Aldemaro Nardi. Ma soprattutto perché quel patrimonio di fiducia e amicizia si è conservato intatto per tre generazioni e per quasi settanta anni. Una scelta coraggiosa – quella di dare fiducia ai giovani eredi – ma che rende possibile la «collaborazione» fra innovazione e tradizione, esplorando il nuovo pur mantenendo saldi i propri valori. Con più di settant'anni di esperienza, un fatturato di oltre 30 milioni di euro (+17,4%) e un utile pari a 3,6 milioni (+19%), la «Bianchi e Nardi» è ora pronta per affacciarsi sui mercati internazionali. Motivo per cui il gruppo ha anche aderito al programma «Elite di Borsa italiana», con l'intento di accelerare l'internazionalizzazione.