In tre muoiono dello stesso tumore dopo il trapianto degli organi

Muoiono di tumore nel giro di un anno dal trapianto degli organi prelevati dallo stesso donatore. A Mantova si indaga sull'ex primario

Dopo il trapianto degli organi prelevati da un uomo morto suicida, in tre muoino della stessa aggressiva forma di tumore. Sulla vicenda vuole fare luce la procura di Mantova, che poco meno di un mese fa ha ordinato la riapertura delle indagini, dopo che a fine 2106 il pm ne aveva chiesto l'archiviazione. Come si legge su La Gazzetta di Mantova, l'unico indagato al momento risulta essere un ex primario dell'ospedale Poma, che oggi lavora in un'altra struttura. L'accusa ipotizzata nei suoi confronti è quella di omicidio colposo delle tre persone decedute dopo il trapianto. Si vuole accertare se gli organi prelevati a Mantova e destinati ai tre riceventi fossero tutti già malati e quindi non siano state eseguite le opportune verifiche, come ad esempio le biopsie che potevano rivelare la presenza di cellule malate nel pancreas e nei due reni trapiantati.

L'intera vicenda inizia nel 2012, quando un uomo bresciano muore suicida con un colpo sparato alla testa, senza dare alcuna spiegazione.
I suoi famigliari, per regalare una speranza, decidono di concedere il prelievo degli organi che viene eseguito all'ospedale di Mantova subito dopo il decesso. Una delle tre persone, che ha ricevuto un rene, P.G., di 63 anni, di Vallo della Lucania (Salerno), muore a distanza di otto mesi dal trapianto. Subito scatta la denuncia dei parenti. Il legale della famiglia, Riccardo Ruocco del Foro di Salerno, sostiene che il 63enne non sarebbe morto per una crisi di rigetto ma per un carcinoma molto aggressivo, uguale a quello che ha portato al decesso anche degli altri due trapiantati. E la procura di Varese apre un fascicolo, poi trasferito a Mantova, dove era avvenuto il prelievo degli organi. Dopo una serie di acquisizioni tecniche a fine 2016, il pm chiede l'archiviazione, ma il Gip si oppone e ordina ad un altro magistrato di avviare nuove indagini, tutt'ora in corso.

Commenti

Raoul Pontalti

Gio, 20/04/2017 - 15:48

La probabilità di trasmissione di cancro con il trapianto, pur possibile (e accaduta) è estremamente bassa come ormai la casistica clinica internazionale dimostra persino in caso di trapianto da soggetti con storia di cancro, per contro è elevata l'insorgenza di cancro "autoctono" post trapianto dovuta proprio ai trattamenti antirigetto. E' dunque improbabile che tre soggetti siano morti di cancro indotto dal medesimo donatore, essendo invece ben possibile che i tre avessero un proprio cancro latente che dopo il trapianto si è scatenato.