Il tribunale restituisce il figlio a un donna accusata di omicidio

La decisione dei giudici sul caso complesso e delicato di una mamma di Salerno rinviata a giudizio perché ritenuta d'aver causato la morte dell'altra figlia

Il tribunale di Salerno ha restituito la custodia del figlio di pochi mesi a una donna cui era stata sospesa la potestà genitoriale perché rinviata a giudizio per il presunto omicidio preterintenzionale della figlioletta, scomparsa nel 2014. Il piccolo era stato dato in custodia alla nonna.

La signora, salernitana, aveva partorito nel mese di ottobre e la Procura della Repubblica aveva chiesto a suo carico la sospensione della potestà genitoriale, ottenendo dai giudici che il neonato fosse sottratto alle cure della madre.

Come riporta Il Mattino, la vicenda giudiziaria che si profila sul decesso della bimba rappresenta una storia complessa e non facilmente sintetizzabile che fa da prologo a quella che sicuramente sarà una decisa battaglia processuale. A presentare denuncia per avere giustizia sulla morte della bimba furono proprio i genitori della piccola che lamentarono un caso di malpractice che aveva avuto come terribile conseguenza il loro lutto.

All’esito degli esami delle perizie che seguirono all’autopsia, la Procura scagionò da ogni responsabilità sui fatti e sulle ipotesi di reato inizialmente attribuite a carico dei medici e dei sanitari degli ospedali Santobono di Napoli e Ruggi d’Aragona di Salerno, ipotizzando che, a causare il decesso, non sarebbe stata una manovra errata di medici e sanitari. Secondo quanto sostiene l’accusa, compatibile con le cause che hanno portato a cagionare la morte della piccola, fu un trauma da scuotimento risalente ad almeno un paio di settimane prima della corsa in ospedale e del decesso e sarebbero da imputare – sempre secondo i pm – alla madre e non ai sanitari. Sarà il processo a far chiarezza sui fatti.