Trionfo di gusto, i sapori, profumi e colori da Nobu

Una serata riservata a una clientela selezionatissima all’insegna dell’esclusività, della raffinatezza e della bontà

Una serata riservata a una clientela selezionatissima all’insegna dell’esclusività, della raffinatezza e della bontà declinata non solo nelle varie e tante sfaccettature della cucina fusion giapponese, ma caratterizzata da gusti, colori e sapori unici derivanti dall’esperienza e dalla ricerca di tre top chef eccezionali: Antonio D’Angelo (eccellente e famoso executive chef del ristorane Nobu Milano), Mitsuharu Tsumura (patron di uno dei ristoranti migliori dell’America Latina e noto per la sua cucinaperuviano- giapponese dove l’energia delle spezie, delle pietanze e dei condimenti sudamericani incontra l’eleganza dei caratteristici piatti orientali) e Nobu Matsuhisa (imprenditore, attore, è considerato il miglior chef del Sol Levante degli ultimi dieci anni). E’ quanto è avvenuto durante la cena svoltasi martedì 11 ottobre presso il raffinato e chic Nobu restaurant di Milano. A pochi passi da via Montenapoleone, è ubicato in via Gastone Pisoni al secondo piano dell’elegante palazzo dello stilista italiano più famoso al mondo: Giorgio Armani (presente all’evento ndr). Per la serata il menù non prevedeva sushi o sashimi tradizionali ma un menù unico e degno di nota che fa venire l’acquolina anche a chi ama e predilige i piatti più semplici. Ecco cosa recitava il menù gourmand . Pesce bianco e gamberi rossi tiradito Nobu style (Nobu Matsuhisa, Antonio D’Angelo), ceviche di abalone, mais chullpi, avocado, aji amarillo e leche de tigre ( Mitsuharu Tsumura) , ravioli di capasanta e fagioli neri new style con spuma di clear soup (Nobu Matsuhisa, Antonio D’Angelo); granchio reale, risotto di soba, cialda di udon croccante e funghi porcini (Mitsuharu Tsumura) . Entrecôte di Wagyu cotto a bassa temperatura con purè di patate (Mitsuharu Tsumura); selezione di nighiri capesante con salsa maca, Wagyu beef con uova di quaglia e salsa ponzu (Mitsuharu Tsumura). O-Toro con tartufo, sgombro con colatura di alici (Nobu Matsuhisa, Antonio D’Angelo). Per terminare in gloria un trionfo di dolcezza: il gelato “shica shica “contenente cacao al 70%, yuzu, mochis, noci bahuaja, gocce di cioccolato naturale (Mitsuharu Tsumura) e il semifreddo ai frutti rossi, gelatina di birra e cremoso al tè verde (Nobu Matsuhisa e Antonio D’Angelo). I vini non potevano non essere all’altezza della situazione o meglio della cena. I primi due piatti sono stati accompagnati con bollicine Dom Pérignon Blanc 2006, i secondi piatti con Dom Pèrignon Rosé 2004 mentre le ultime portare con Dom Pérignon P2 1998. La nota dolce del passito di Pantelleria Oasi ha invece accompagnato gelato e semifreddo.