Troppo spesso le terapie vengono interrotte

Seguire le cure prescritte dal medico, non sempre è facile. Soprattutto quando si soffre di una malattia cronica. Una condizione per la quale, l'aderenza alla terapia, può essere un vero e proprio problema. Dati indicano che ben il 25 per cento dei pazienti colpiti da malattie autoimmuni croniche, interrompe i trattamenti momentaneamente o in maniera definitiva, nonostante la possibilità di andare incontro ad un peggioramento della patologia e quindi della qualità di vita. Con ripercussioni inevitabili, anche sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. A far luce sul fenomeno, è il progetto Mosaico, nell'ambito del quale, Doxa Pharma ha condotto la prima ricerca italiana di confronto sull'aderenza alle terapie nelle patologie autoimmuni. L'iniziativa, promossa dalle Associazioni Pazienti (Anmar, Amici Onlus e Anap Onlus), con un contributo incondizionato di AbbVie, si propone di fornire una dimensione dell'aderenza ai trattamenti nelle patologie osteoarticolari, gastroenterologiche, dermatologiche e nell'artrite psoriasica, esplorando le ragioni che sottendono l'interruzione della terapia nel vissuto di medici e pazienti, oltre ad offrire una valutazione di confronto tra le aree terapeutiche considerate.

«Il nostro auspicio è che la ricerca Mosaico, unica nel suo genere in Europa, rappresenti uno strumento di conoscenza profonda di questo fenomeno e in quanto tale suggerisca ai professionisti della salute, ai pazienti ma anche ai decisori in campo sanitario come aumentare l'aderenza alle terapie, soprattutto per i malati cronici», afferma Salvo Leone, direttore generale dell'Associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell'intestino (Amici Onlus). Per l'indagine, il tipo di trattamento cui sono sottoposti i pazienti ha un peso rilevante nel determinare l'aderenza terapeutica: le persone in terapia con farmaci biologici dichiarano di essere più aderenti, rispetto ai pazienti cui sono prescritte terapie con farmaci tradizionali. Mentre fra le ragioni che determinano una scarsa aderenza, conta il rapporto con il medico: sono ancora numerosi i pazienti che si dichiarano insoddisfatti delle informazioni ricevute.