Turisti arrestati in Thailandia, le bandiere non si offendono

La stupida offesa a una bandiera

Dicono di essere stati ubriachi, i due ragazzi italiani che hanno strappato una bandiera thailandese (in Thailandia), e non abbiamo problemi a crederci: anche se quel meraviglioso Paese asiatico offre motivi di interesse (divertimenti vari, cultura) molto maggiori e più allegri di una sbronza. Birre o altro alcolico che fosse, però, non fanno venire meno il dubbio che i due siano anche un poco stupidi, più o meno. Se vai in un Paese lontanissimo, sconosciuto, anche a vent'anni cerchi di farti un'idea del posto in cui ti trovi. Non dico darsi un'infarinatura sul periodo Sukhothai, ma almeno cercare di capire in quale tipo di mondo vai a trascorrere una vacanza. Bastava non essersene fregati del tutto, per sapere che in Thailandia c'è un regime militare, e che in genere quei regimi non amano si scherzi con le bandiere (infatti i due rischiano due anni di galera). La bandiera del luogo, poi, ha un significato speciale: nelle tre strisce orizzontali il colore rosso rappresenta la nazione, quello bianco la religione, quello blu la monarchia. Offendendo la bandiera, in un colpo solo si offendono tutte e tre le entità: in un Paese in cui, quando viene eseguito l'inno nazionale, tutti devono ascoltare in silenzio, restare in piedi e non camminare. Insomma, più o meno come togliere il velo a una donna, per scherzo, in un Paese musulmano.

Il fatto è che, nel mondo globalizzato, molti ormai viaggiano perché viaggiare è facile, economico, senza alcun vero interesse verso nuovi luoghi, se non quelli più basici, il clima, il sesso, il costo. E addolora che due ragazzi italiani, immagino studenti, siano andati a esporre una loro ignoranza profonda, radicale, insuperabile: il non interesse a conoscere, l'opposto del concetto di viaggio come scoperta. L'unica giustificazione che possiamo trovare loro è talmente sgradevole che preferiremmo non farci affidamento: i due sono altoatesini. Vengono, cioè, da una Regione dove pur godendo di immensi benefici dall'appartenenza all'Italia - l'Italia non è particolarmente amata. Pare infatti che - chiedendo umilmente scusa - abbiano detto di non avere ritenuto di fare una cosa grave, dato che da loro non sarebbe accaduto proprio niente. Forse, anzi avrebbero goduto di qualche congratulazione. Preferisco pensare che fossero davvero tanto ubriachi.

Giordano Bruno Guerri

@GBGuerri

Commenti

bagigio66

Mar, 10/01/2017 - 16:54

L'articolo non sarebbe neanche male tranne per il commento finale. "sono altoatesini". Lo sono anch'io, anzi per esattezza sono un italiano al 100% che vive in Alto Adige e mai e poi mai mi permetterei di mancare di rispetto ad altri popoli. La differenza non e' tra altoatesini e non, ma tra persone intelligenti e persone superficiali. Questi 2 fanno parte della seconda categoria, la stessa di cui fa parte chi ha scritto l'articolo.

leserin

Mar, 10/01/2017 - 21:40

Le autorità thailandesi, evidentemente attente ai costi di mantenere i 2 vitelloni in carcere, hanno commutato la pena con un video di scuse ufficiali. Il governo italiano o la Provincia di BZ avrebbe dovuto pagare quei costi alla Thailandia in cambio di avere, 2 anni dopo, 2 cittadini 'rieducati' a dovere, e magare pensare a una convenzione per spedirne e addomesticarne tanti altri bisognosi di uno 'stage' all'estero.