Tutto il dolore viene per nuocere

Dobbiamo imparare che è ingiusto soffrire, ed è immorale lasciar soffrire

Tutto il male viene per nuocere: non ne avanza nemmeno un grammo che fermenti in bene. Sofferenze, privazioni, umiliazioni, mal di schiena, tumori, distorsioni fanno soltanto male. Inutile. È un fatto acquisito che non dovrai più «partorire con dolore», ma pochi sanno che non sarai neanche costretto a piangere la tua pena fino alla fine. Oppure a chiedere il suicidio di Stato. Dobbiamo imparare che è ingiusto soffrire, ed è immorale lasciar soffrire. Un gruppo di medici d'eccellenza italiani, capitanati dall'anestesista Guido Fanelli (autore di «La legge del dolore») hanno scritto un «Nuovo giuramento d'Ippocrate» appena consegnato alle Nazioni Unite e al Papa che impegna chi porta il camice a sbarrare la strada al dolore con farmaci che già si trovano in farmacia ma che lì restano.

Ero in Parlamento quando votammo una legge in questo senso durante il governo Berlusconi nel 2010, ma poi burocrazia e gelosie di casta hanno impedito una rivoluzione sulla quale cade anche la scure del pregiudizio: volete curare il dolore con gli oppiacei? E se poi i malati ci prendono gusto? Oppure: suvvia, il dolore è necessario, rafforza, tempra, forgia. Tutte balle: dal dolore spurga soltanto diffuso e latente sadismo. Si potrebbe anche aggiungere che la gente libera si ribella al dolore perché sa difendere la propria persona, mentre il dolore è sopportato con rassegnazione da chi non conosce i propri diritti e soccombe alla malattia come tortura inevitabile.