Uccise il ladro nel suo negozio, assolto commerciante del Bergamasco

L'uomo sorprese un gruppo di romeni nel proprio negozio. Ma per il giudice non c'è prova della sua colpa

Aveva ucciso uno dei ladri che il 25 novembre 2012 avevano provato a rubare nel suo negozio di articoli da giardinaggio. Oggi il giudice Vincenza Maccora del tribunale di Bergamo l'ha assolto perché "non c’è alcuna prova della sua colpa".

Protagonista della vicenda è Angelo Cerioli, un commerciante di Caravaggio, nella Bassa bergamasca, che la notte del 25 novembre 2012 sparò ai malviventi nella sua abitazione (l'uomo vive al piano di sopra del negozio) lungo l’ex statale Padana superiore, alle porte della cittadina bergamasca: due colpi di pistola centrarono e uccisero Dumitru Baciu, romeno di 46 anni.

Per Cerioli il pm titolare dell’inchiesta, Gianluigi Dettori, aveva già derubricato l’accusa dall’omicidio volontario all’eccesso colposo di legittima difesa, chiedendo la condanna a 18 mesi. Il commerciante, assistito dagli avvocati Davide Mancusi e Fabio Giarda, ha sempre dichiarato di aver sparato soltanto per intimidire i ladri, senza sapere nemmeno quanti e dove fossero di preciso. La notte del 25 novembre 2012 Cerioli era stato svegliato da alcuni rumori provenienti dal suo negozio, situato sotto l’abitazione. Affacciatosi alla finestra, aveva visto dei malviventi che prendevano a mazzate la vetrina del punto vendita, con l’intenzione di entrare nell’edificio che ospita casa e negozio per mettere a segno un furto. A quel punto Cerioli aveva afferrato la sua pistola Taurus calibro 38 e sparato dalla finestra: due dei colpi avevano centrato il romeno quarantaseienne. In soccorso di quest’ultimo era intervenuto il personale del 118, ma per Baciu non c’era più niente da fare. La famiglia del romeno aveva chiesto un milione di euro di risarcimento.

Un mese fa un meccanico di 29 anni, Mirko Franzoni, è stato scarcerato per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza dopo che il 14 dicembre era stato arrestato per aver ucciso a colpi di fucile l’albanese ventiseienne Eduard Ndoj, sorpreso a rubare a casa del fratello a Serle (Brescia. Dopo cinque notti dietro le sbarre, il giovane era stato rimesso in libertà con un’ordinanza del gip dalla quale emergeva che il quadro indiziario non permetteva di stabilire con certezza che Franzoni avesse ucciso volontariamente, come contestato dal pubblico ministero bresciano.

Commenti

uggla2011

Gio, 23/01/2014 - 21:42

Assolto?Non avrebbe dovuto neppure essere indagato.Eterna gratitudine ad un cittadino coraggioso che ha fatto ciò che dovrebbero fare tutti.La famiglia del ladro ha chiesto un milione di euro di risarcimento? Non ci sono limiti allo schifo.Miserabili ed infami.Un milione di calci nel c..o a tutta la famiglia.

levy

Gio, 23/01/2014 - 22:10

Di fronte all'aggressione sempre più forte della criminalità è giusto ristabilire il diritto alla difesa.

levy

Gio, 23/01/2014 - 22:13

La familia del ladro aveva chiesto un milione di euro di risarcimento, meno male che il giudice non gli ha dato ragione.

boxer60

Gio, 23/01/2014 - 22:16

E" una bellisima notizia,tollernza zero contro la criminalita.E ne benificera tutta la comunita" se vi e" legalita vi sara crescita produttiva diconseguenza benessere sviluppo e solidarietà verso chi a necessita.Chi ironizzera de mio post vorra dire che contribuira al risarcimeno di un MILIONE DI EURO RICHIESTO DAI FAMILIARI DEL CARO ESTINTO.

piantagrassa

Gio, 23/01/2014 - 22:58

COMPLIMENTI A QUESTO GIUDICE!!!!! Fossero tutti così.....

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navigatore

Gio, 23/01/2014 - 23:05

ogni tanto si trovano dei giudici, seri e consapevoli, non politicizzati, nè coinvolti con politici e mafiosi,questa si chiama GIUSTIZIA, chi passa i limiti della legalità chiunque esso sia si assume le relative conseguenze, non avrei alcun problema ad agire come su indicato , nel difendre i miei averi frutto di sangue e sudore , tutelando la mia famiglia, a che insite col dire : NESSUNO TOCCHI CAINO, io rispondo..e di ABELE che nè facciamo ?????no alla pena di morte ma si ai lavori forzati, nè guadagnrebbe il popolo sovrano.

forbot

Gio, 23/01/2014 - 23:54

Onestamente mi dispiace per il morto e per la sua famiglia, ma questi signori devono anche capire che gli abbiamo concesso finanche troppa libertà a casa nostra e pretendere di fare anche il comodo loro, sfiorano l'assurdo. Provino in America ad entrare nella proprietà altrui, senza permesso, ma anche in tanti altri paesi dell'occidente, accolti, ma con fuochi... non d'artificio.

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alasnairgi

Ven, 24/01/2014 - 00:24

Finalmente una notizia positiva fra le tantissime da far piangere!!!!!!!

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Civis

Ven, 24/01/2014 - 00:25

E come è finita, invece, qualche mese fa, al commerciante che si è difeso col bastone dalle spranghe di due ladri? Il giudice aveva disposto che il primo dovesse pagare i danni fisici causati ai secondi. E' sempre la soluzione definitiva quella che conviene?

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Runasimi

Ven, 24/01/2014 - 01:31

Nelle miserabili condizioni in cui certi MAGISTRATI ROSSI hanno ridotto la Giustizia c'è per fortuna ancora qualche giudice onesto e rispettoso delle leggi. SPERIAMO NON SIA UN'ECCEZIONE CHE CONFERMI LA TRISTE REGOLA TRINARICIUTA DI M.D.

NON RASSEGNATO

Ven, 24/01/2014 - 07:53

Alleluia, era ora ,anche se si poteva evitare di sprecare tempo e risorse per della feccia. Per di più non è una carabiniere, che deve farsi ammazzare prima di difendersi o di difendere un cittadino. Bene così, e un dito medio per la famiglia del delinquente.

Domatore

Ven, 24/01/2014 - 08:03

Uggla2011, aggiungerei anche l'espulsione immediata, sempre a calci in culo, di tutta la famiglia del defunto.

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gzorzi

Ven, 24/01/2014 - 08:06

Ogni tanto una buona notizia, peccato che bisogna fare il fai da te per ottenere qualche cosa.

rossini

Ven, 24/01/2014 - 08:19

Ogni tanto una buona notizia. C'è, in Italia, un giudice con un pizzico di buon senso in mezzo a tanti suoi colleghi che di sale in zucca ne hanno molto poco. Purtroppo la cattiva notizia è che l'assoluzione in sede penale, per difetto di dolo in buona sostanza, non farà stato nel processo civile che sicuramente i familiari del Rumeno intraprenderanno dopo il proscioglimento. Dunque per il nostro sfortunato concittadino inizierà la Via Crucis di un processo civile che durerà anni ed anni, durante i quali penderà sul suo capo la spada di Damocle del risarcimento da 1 milione di euro. Così va il mondo (in Italia), direbbe Manzoni.

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frank60

Ven, 24/01/2014 - 17:45

Una buona notizia....

pinosan

Sab, 25/01/2014 - 01:24

Non illudetevi.Vedrete che in sede di appello uno dei soliti magistrati darà ragione ai genitori del delinquente.chi l'ha assolto non fa sicuramente parte di MD(banda liberati)