Ue: "Sulle tasse sulla casa, l'Italia non ha seguito nostre indicazioni"

L'Ue 'bacchetta' l'Italia per le scelte in materia di tassazione sul settore immobiliare a cominciare dall'abolizione dell'Imu che - si spiega nel rapporto sul nostro paese appena diffuso dalla Commissione - "non è in linea con le reiterate raccomandazioni del Consiglio di spostare la pressione fiscale dai fattori produttivi ai consumi e ai beni immobili"

L'Ue 'bacchetta' l'Italia per le scelte in materia di tassazione sul settore immobiliare a cominciare dall'abolizione dell'Imu che - si spiega nel rapporto sul nostro paese appena diffuso dalla Commissione - "non è in linea con le reiterate raccomandazioni del Consiglio di spostare la pressione fiscale dai fattori produttivi ai consumi e ai beni immobili". Inoltre, spiega la Comissione, "non è stato dato seguito ad elementi fondamentali delle raccomandazioni specifiche per paese, quali la revisione dei valori
catastali e delle agevolazioni fiscali".

Intanto i provvedimenti disposti con la legge di stabilità per il 2016 determinano un incremento dell'indebitamento netto per l'anno 2016 pari a circa 17,6 miliardi, circa 19,1 miliardi nel 2017 e circa 16,1 miliardi nel 2018. E' quanto riporta la Ragioneria di Stato, nella Nota breve sulla manovra di finanza pubblica, pubblicata oggi sul sito. Tra i principali interventi rientra la disattivazione delle clausole di salvaguardia, già previste da precedenti disposizioni legislative, che risulta essere completa per l'anno 2016 e parziale per gli anni successivi. Viene prevista, altresì, una revisione della disciplina sulla tassazione immobiliare sulle famiglie e sulle imprese, si stabilisce dal 2017, la riduzione dell'IRES di 3,5 punti percentuali e si introducono agevolazioni fiscali per favorire gli investimenti in nuovi beni strumentali. Sono prorogate le disposizioni che consentivano l'esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato, si prevede la detassazione delle somme erogate ai lavoratori del settore privato per gli incrementi di produttività e si finanziano interventi per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Infine, ulteriori risorse sono destinate al potenziamento e alla promozione della cultura e al rafforzamento della difesa e della sicurezza pubblica.

Commenti

Una-mattina-mi-...

Ven, 26/02/2016 - 18:11

UE, ue, ue, ue... più che una unione sembra un pianto, un lamento, una sonora invocazione di dolore.

buri

Sab, 27/02/2016 - 11:07

ulteriore dimostrazione di ignoranza della burocrazia europea, non sanno che la proprietà immobiliare in Italia non è concentrata nelle mani di grandi società immobiliari come nel nord europa ma, in grandissima parte da abbitazioni dei proprietari, e poi se aumentiamo la pressione fiscale sui consumi, questi caleranno, proprio quello che comporterebbe un danno per la produzione

piertrim

Sab, 27/02/2016 - 12:08

Le indicazioni furono seguite da Monti, da Letta e inizio Renzi. Con tali indicazioni è stata demolita la prima industria italiana e la più trainante. Oggi vediamo com'è ridotta l'edilizia privata e quella pubblica. Ciò nonostante l'Europa degli incapaci insiste.

LadyMavalà

Sab, 27/02/2016 - 13:53

questi soloni non hanno ancora capito che spostare la pressione fiscale dai fattori produttivi ai consumi e ai beni immobili" è come il cane che rincorre la propri coda.....se abbassano la pressione ai produttivi ma la alzano ai consumatori e ai beni immobili si finisce che nessuno consuma più e i produttivi a chi vendono ??? e poi smettetela di fare la lotta alla povertà e all'esclusione sociale....lasciateci i ns. soldi che facciamo meglio da soli...se abbiamo soldi da spendere riparte il paese altrimenti più ci prelevate e più affondate.....ABBASSATE LE TASSE DA TUTTO E CONTROLLATE LE VS. SPESE !