Ultras divisi sugli spalti, ma uniti nella solidarietà

Le diverse sponde del tifo organizzato sembrano aver firmato una “tregua” momentanea per aiutare le popolazioni terremotate del Centro Italia

Divisi dagli spalti e non solo. A più latitudini la cronaca racconta la frammentazione del mondo ultras e le sue a volte incomprensibili dinamiche. Le dispute tra opposte tifoserie sono continue: dagli sfottò sui social network agli scontri. Eppure le diverse sponde del tifo organizzato sembrano aver firmato una “tregua” momentanea. Così, mentre il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni) raccomanda di osservare un minuto di silenzio negli stadi per commemorare le vittime del sisma, loro si sono già mobilitate in maniera ben più concreta. Da Monza ad Avellino. Passando per Ascoli e oltrepassando campanilismi e rivalità. Gli ultras “sporchi e cattivi” scendono in campo compatti a sostegno dei terremotati. Il Giornale vi racconta in esclusiva alcune delle realtà ultras più scalmanate della Penisola mentre contribuiscono silenziosamente a risollevare il Centro Italia.

Monza (Lombardia). Il S.a.b. nasce nel 1994 da una gruppo di amici ed è l’acronimo di “Sempre Al Bar”, spiega sarcastico Fausto storico leader della curva biancorossa. Gli ultras monzesi hanno attivato “una raccolta di beni di prima necessità e medicinali tramite Bran.co onlus” e messo in calendario “una festa di raccolta fondi che si terrà il 10 settembre in occasione della quale verrà servita l’amatriciana”. Nel curriculum di questo gruppo ultratrentennale ci sono già diverse iniziative di solidarietà: dagli alluvioni di Sarno e Alessandria al terremoto dell’Aquila. “Lo sappiamo – chiosa il responsabile dei S.a.b. – sembra strano che un gruppo ultras si muova in questa direzione ma fa parte del nostro stile, le curve sono un aggregato sociale importante dove crescono molti giovani ed è giusto educarli ad un forte senso civico che vada al di là del campanilismo, anche questo è spirito ultras”.

Sassuolo (Emilia-Romagna). Nell’ormai lontano 2004 il Sassuolo militava in C2. Il gruppo Curva Nord Sassuolo nasce quell’anno con i colori neroverdi e le pezze goliardiche che sporgono dalla balaustra: “pochi ma sbronzi” e “mai in casa”. Ma dietro l’irriverenza dei tifosi della sassolese sventola da sempre la bandiera della solidarietà. Riki è uno di loro. “In passato siamo stati molto attivi durante il terremoto in Emilia – racconta – abbiamo attivato una raccolta fondi per gli alluvionati in Sardegna e nel Piacentino ma anche aiutato economicamente una signora che aveva perso casa e bar”. I supporters neroverdi stanno pianificando una campagna di aiuti che decollerà questo weekend in occasione della prossima partita in casa. “Siamo in contatto con altri ultras delle zone colpite già attivi sul territorio e con alcune associazioni – spiega il portavoce del gruppo precisando che – come il resto del mondo ultras non ci vantiamo di quello che facciamo, si tratta di dovere che va al di là dei campanilismi”.

Ascoli Piceno (Marche). Gli Ultras 1898 scavano insieme ai soccorritori già dalle prime ore di mercoledì mattina. Raggiungono le zone più sofferenti: Arquata e Pescara del Tronto, Accumuli, Amatrice. “Nel frattempo – racconta Alfredo il loro portavoce – altri ragazzi del gruppo si sono impegnati nella raccolta di viveri e di beni di prima necessità”. Alfredo è tra quelli che hanno rovistato tra macerie e calcinacci nel tentativo di salvare più vite possibile. “E’ difficile trovare le parole giuste per descrivere appieno quello che abbiamo provato in quelle ore di estenuante ricerca. Purtroppo però – racconta il giovane – le persone che siamo riusciti ad estrarre ancora vive sono state una minoranza”. Ad alleviare quel dolore, racconta il portavoce della firm ascolana, “è stata la riconoscenza dimostrata dalle persone del luogo nel momento in cui gli abbiamo consegnato gli aiuti”. Il gruppo di supportes dell’Ascoli è diventato il centro nevralgico della catena di solidarietà che passa dalle curve d’Italia. Sono loro i primi ad arrivare, loro i più coinvolti – per ovvie ragioni – in questa tragedia. “La solidarietà ricevuta dagli altri gruppi è stata delle migliori, a partire dalle tifoserie amiche fino a quelle rivali – osserva Alfredo secondo cui – in casi come questo il mondo ultras risponde presente al di là dei colori e delle rivalità. Vogliamo approfittare di questo spazio per ringraziare tutti”.

San Benedetto del Tronto (Marche). “Pescara e Arquata del Tronto ed Amatrice sono bombardate”. E’ questo il resoconto stringato che i ragazzi della Curva Nord Massimo Cioffi affidano alle colonne di Il Giornale. Sono gli Ultras Samb, la firm sanbenedettese con lo stemma giallo che raffigura un bandito col viso coperto da un fazzoletto. “Alle 17 di mercoledì scorso abbiamo aperto la sede e attivato un punto raccolta – spiega il supporter – mentre alcuni di noi erano già in viaggio verso Arquata del Tronto a bordo di due macchine cariche di aiuti”. I rossoblu sono in contatto costante con la Protezione Civile del posto e hanno distribuito cibo in scatola, acqua e latte in polvere agli ospiti della tendopoli allestita nottetempo per dare riparo ai terremotati. “Ci siamo messi a completa disposizione dei soccorritori”, raccontano gli ultras della sanbenedettese che, lungo la strada per Pescara, incontrano gli storici rivali dell’Ascoli. “I ragazzi dell’Ascoli si sono dati moltissimo da fare sin dalle prime ore della giornata di ieri, in casi simili i contrasti calcistici scivolano in secondo piano”, spiegano gli ultras rivieraschi dimostrando tutto il loro fair play.

Perugia (Umbria). La Brigata Ultrà Perugia nasce nel 1994 quando Doddy Boys e Brigaden – gruppi storici del panorama ultras cittadino – si fondono. La firm perugina arriva ad Amatrice nella mattinata di mercoledì 24, portando con sé il frutto di una raccolta estemporanea, attivata nell’immediato dopo sisma. “Conosciamo bene cosa significhi il terremoto – racconta un membro della Brigata – la situazione che ci hanno descritto i ragazzi rientrati a Perugia nella tarda serata di ieri è drammatica. Hanno visto cose che nessuno avrebbe mai voluto vedere”. Proprio per questo i membri della Brigata sono ancora in mobilitazione. Raccolgono coperte, lenzuola, latte, pannolini, assorbenti, prodotti di igiene personale, cibo in scatola e acqua perché “essere ultras significa anche essere solidali concretamente”. In queste ore, nella sede di S. Andrea delle Fratte a Perugia, “chiunque fosse interessato ad aiutare i terremotati, può portare beni di prima necessità, mentre chi volesse avere maggiori informazioni può contattarci al numero 348.5302607”. Non è la prima volta che la Brigata si cimenta in iniziative benefiche, “anche stavolta gli aiuti verranno portati personalmente dai componenti del gruppo nei luoghi terremotati senza nessun tipo di intermediazione”.

Roma (Lazio). “Adesso tocca a noi”. Questo è l’incipit scelto dalla Curva Sud che – in un comunicato diffuso ieri – annuncia: “In occasione dell’amichevole contro il San Lorenzo (che si disputerà il prossimo 3 settembre ndr), pur continuando a non entrare, ci troverete nei pressi dello Stadio Olimpico dove raccoglieremo beni di ogni genere per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto”.

Lo scorso mercoledì notte si riunisce anche la Curva Nord. “Tutto inizia con uno scambio di messaggi su WhatsApp”, racconta uno dei ragazzi coinvolti nell’organizzazione. Il punto di riferimento individuato è in piazza Epiro, sede di uno dei mercati storici della Capitale, nel cuore del quartiere Appio Latino. L’appuntamento è fissato per le 21 di sera ma “già dalle venti – prosegue il mio interlocutore – inizia un via vai di gente con pacchi, buste e scatoloni”. In poche ore il risultato è incredibile: vengono riempiti cinque furgoni che in queste ore viaggiano sulle strade dissestate del Centro Italia.

Avellino (Campania). “Abbiamo deciso di muoverci sul versante marchigiano, essendo in contatto con i nostri nemici di Ascoli, perché è proprio in questi momenti che il mondo ultras dimostra maturità e compattezza, annullando rivalità storiche”. Anche gli ultras della Curva Sud di Avellino, in un comunicato ufficiale, mettono da parte la storica rivalità con gli ascolani e scendono in campo. Sabato notte, subito dopo il match contro il Brescia, i supporters biancoverdi partiranno alla volta delle Marche. All’unanimità, senza pensarci due volte, la tifoseria dell’Irpinia – che non ha mai dimenticato il dramma vissuto il 23 novembre del 1980 – dimostra di avere quel “cuore grande” di cui parla sempre la signora Linda, mamma di Dino Gasparro, giovane avvellinese scomparso nel 2005.

La lista delle realtà ultras che si sono mobilitate a sostegno delle vittime del terremoto è ancora lunga ed in continua evoluzione. Non è stato possibile raggiungere ognuno dei gruppi che in queste ore, a vario titolo, sono scesi in campo per il Centro Italia. Alcuni di loro – ad esempio – sono irreperibili. Molti si trovano tra le macerie di Amatrice, Accumoli, Arquata mentre una voce metallica dall’altro capo del telefono avverte che “il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”.