Vaccini, la commissione Sanità ne approva la riduzione da 12 a 10

La commissione Sanità e Igiene del Senato ha dato il via libera agli emendamenti che recepiscono le indicazioni dell'Istituto superiore di sanità

La commissione Sanità del Senato ha dato il via libera agli emendamenti di modifica del testo originario del decreto Lorenzin, che prevedeva l'obbligatorietà di 12 vaccini. La commissione ha così recepito le indicazioni provenienti dall'Istituto superiore di sanità, che mercoledì 5 luglio aveva espresso parere favorevole alla proposta avanzata dalla presidente della commissione Sanità del Senato Grazia De Biasi di ridurre da 12 a 10 i vaccini obbligatori. Gli altri, in particolare quelli contro meningococco C e B, saranno solo raccomandati e quindi facoltativi.

L'emendamento approvato in Senato non si limita a modificare il decreto Lorenzin nella parte relativa al numero dei vaccini.

Con l'intervento della commissione Sanità diventano più deboli i meccanismi sanzionatori per i genitori inadempienti agli obblighi di legge sulle immunizzazioni. Salta anche la previsione della perdita della patria potestà per chi non fa vaccinare i figli.

Dunque, a seguito dell'approvazione dell'emendamento della relatrice Manessero al decreto Lorenzin, per l'iscrizione a scuola saranno obbligatori i seguenti vaccini: poliomielite, tetano, difterite, epatite B, hemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella.

Invece, saranno offerti gratuitamente - con chiamata delle Asl - i vaccini contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus. Per questi quattro è prevista una valutazione fra tre anni per l'eventuale eliminazione dell'obbligo.

Previsto anche il calo delle sanzioni per i genitori che non si adeguano alle nuove regole: la multa passa da 7.500 a 3.500 euro. Dopo essere stato approvato in commissione, il nuovo testo passerà in Senato per la conversione in legge. Un risultato a cui si dovrebbe facilmente arrivare e che a un certo punto pareva insperato.

Inizialmente, infatti, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin non sembrava intenzionato a fare alcuna concessione sul primo testo del decreto-vax. Ma alla fine si è arrivati a un compromesso che ha trovato il consenso della politica e dell'Istituto superiore della sanità.

Commenti
Ritratto di gloriabiondi

gloriabiondi

Gio, 06/07/2017 - 17:58

La signora Lorenzin che tiene tanto alla salute degli italiani, come mai non dice una parola sulla diffusione della tubercolosi, grave malattia infettiva da noi debellata dal dopoguerra, tornata tristemente grazie ai migranti? Non sarà politicamente corretto dirlo, ma non dirlo è da criminali, altro che 10 vaccini obbligatori!