"Quel vaccino che poteva spezzarmi la vita potrebbe averla salvata a un'altra persona"

Dopo la puntata di Report sul vaccino Hpv, il racconto e le emozioni di chi ne ha vissuto in prima persona gli effetti

Roberta ha 26 anni, è una bellissima ragazza sorridente. Il nome è fittizio, la sofferenza è stata tanta e le emozioni suscitate dalla puntata di Report dello scorso lunedì sul vaccino contro il Papilloma virus sono così intime e viscerali che non vuole rendere noto il cognome. Sensazioni forti perché dieci anni fa Roberta, in seguito all’assunzione del vaccino, ha rischiato di morire.

I primi sintomi iniziano a poche ore dalla somministrazione della prima dose di vaccino Hpv. Dolori, ancora pochi per impedire ad una ragazza di sedici anni di uscire e festeggiare il capodanno assieme agli amici. A distanza di una settimana, mal di testa, mal di collo e mal di ossa accompagnano ogni attività di Roberta: ”Provavo una sensazione nuova, mi sentivo vivere dentro una bolla”. Tachipirine su tachipirine e tanto riposo non riescono a frenare i sintomi di quello che di lì a poco si sarebbe trasformato in un incubo.

La febbre sale stabilmente a 40, Roberta non ce la fa ad andare a scuola, ma il medico di base non sa dare spiegazioni specifiche. Un mese dopo, iniziano le prime eruzioni cutanee su tutto il corpo e la ragazza non riesce più a muovere il collo e le braccia: ”Ero totalmente annebbiata dalla sofferenza, arrivai in ospedale sulla sedia a rotelle e fui ricoverata urgentemente – continua il racconto – grazie a Dio dopo dieci giorni di antibiotici mi fu somministrata una cura cortisonica che mi ha salvato, ma è stato per il rotto della cuffia”.

Roberta era tra gli spettatori della puntata di Report e vuole condividere con noi le sue emozioni e il suo pensiero, che sembra non essere influenzato dalle sofferenze provate in prima persona: ”Ringrazio il programma per aver portato alla luce la mia storia e quella di altre ragazze come me. Ha raccontato fatti di persone vere e secondo me non si sono espressi giudizi di merito né è stata portata avanti una campagna anti vaccini.”

È soprendente la lucidità con la quale non si schiera contro i vaccini per posizione presa e - nel suo caso specifico - per esperienza di vita: “Ritengo che si sia frainteso il cuore profondo dell'inchiesta: quello di esporre un punto di vista ignoto a chi non ha vissuto il problema in prima persona lasciando alle singole coscienze il beneficio della riflessione”.

“Per quanto mi riguarda – conclude la ragazza –non riesco a dare giudizi di merito, penso che quel vaccino che poteva spezzarmi la vita, potrebbe averla salvata a molte altre persone e quindi abbasserei i toni della polemica pro e contro la puntata”.